Mentre dal punto di vista politico non possiamo che solidarizzare con i tibetani che aspirano all’autodeterminazione e alla libertà, abbiamo qualche pesante riserva su alcuni dettami della loro religione, e del suo interprete unico, il Dalai Lama.
Caro Dalai Lama,
sul diritto delle persone omosessuali a vivere traquillamente il proprio orientamento in tutte le sue legittime dimensioni hai ripetutamente espresso, in nome della tua fede religiosa, la stessa omofobia delle fascio-gerarchie cattoliche e dei nazi-islamisti. Poichè tu condividi tale avversione anche con gli omofobi gerarchi fascio-comunisti cinesi mi sembra del tutto “naturale” che per la legge metafisica del contrappasso questi ultimi ti stiano facendo un culo così a te, e a tutti i tuoi seguaci. Non che me ne compiaccia, anzi me ne dolgo. Prendo però semplicemente atto che evidentemente anche in metafisica, come nella fisica, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Pur se nel tuo caso la violenza morale che tu eserciti con l’omofobia contro le persone omosessuali ti ricasca addosso, a te e a tutti li tua, come violenza fisica a cura di altri soggetti.

Ma noi siccome non siamo teologi ma amanti della libertà di espressione (del resto la testata dice in nessun dio confido) siamo anche per la libertà di preghiera del dalai