Archivio di febbraio 2009

Libertà individuali e autodeterminazione.

sabato, 21 febbraio 2009

L’ Italia laica ha trovato il suo leader: Beppino Englaro. Che però non scenderà in campo per uno scranno politico, ma farà politica civile da semplice cittadino nell’ispirazione socialista più nobile, eredità di Loris Fortuna. Gurdiamo con ammirazione questo padre dolcissimo che ha amato sua figlia fino alle estreme conseguenze dell’amore, nel rispetto assoluto della volontà di Eluana.

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Franceschini, curatore fallimentare del PD-Partitus Dei.

sabato, 21 febbraio 2009

Oggi i boiardi ex DS ed ex Margheriti nomineranno il vespillone che dovrà curare l’eutanasia di un partito nato malissimo con parto distocico. Al capezzale del moribondo capi-corrente e capetti più che la rianimazione decideranno le cure palliative per tenere in vita il sofferente fino all’accordo sulla spartizione dell’eredità. Eredità politica ? Maddechè ! Soprattutto economica giacchè ci sono i milioni di Euro che Pantalone distribuisce ai gruppi parlamentari e ai partecipanti delle competizioni elettorali. Fatto l’accordo sui soldi il PD-Partitus Dei si dividerà fra i cattolici (integralisti e finti moderati) da una parte, e gli orfani del vecchio e PCI-PDS-DS dall’altra. I cattolici con il loro gruzzoletto di soldi e di voti andranno a ricreare una nuova Demcrazia Cristiana con Casini e Buttiglione, in attesa di possibili approdi dei fratelli integralisti parcheggiati nel PDL-Partito della Libertà vigilata dal Vaticano. Gli altri sono talmente inesistenti politicamente che non si sa proprio che fine faranno. Questa è la giusta fine di chi ha voluto testardamente realizzare il Compromesso Storico vagheggiato da Berlnguer che è servito solo a mettere sotto il controllo perfetto delle gerachie cattoliche quasi tutto il parlamento vaticaliano.

No, no e no…. sulla madonna non si può.

venerdì, 20 febbraio 2009

Dal Vaticano parte l’ ordine di censurare uno show tv dissacrante e Israele obbedisce. Curioso scambio di cortesie censorie in nome dei ristabiliti rapporti di cordialità fra la SS vaticana e il governo che accoglierà presto il papa in visita.

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Nancy Pelosi risponde per le rime al papa,

venerdì, 20 febbraio 2009

….ma la stampa del regime vaticaliano non lo dice. Tacciono come carogne i giornalisti e i giornali al servizio del Papa Re, ma quella che i servi dei preti hanno descritto come una “strigliata” di Ratzinger alla Presidente della Camera statutinitense è una pura invenzione per arruffianarsi i preti padroni. Solo qua e là troviamo notizie della risposta della signora Pelosi al comunicato fandonia della SS vaticana enfatizzato dai pennivendoli di regime.

Federico Orlando su Europa online : “…..mentre Nancy Pelosi smentisce con un controcomunicato che il suo incontro col papa si sia risolto in una strigliata per la bioetica di Obama, da lei condivisa. Altre donne, altri attributi. E tutto questo nel giorno in cui le alte cariche italiane ricevevano istruzioni dai cardinali con la scusa di festeggiare la conciliazione fascista.”"”

L’intero articolo qui LEGGI

E ancora notizie sulle posizioni della Signora Pelosi anche qui LEGGI

Laicità.

giovedì, 19 febbraio 2009

Ieri 18 febbraio si è svolta a Roma, alle ore 15, in Piazza delle Belle Arti davanti all’ Ambasciata d’ Italia presso la SS vaticana, la Manifestazione per la Laicità contro le continue ingerenze dei gerarchi cattolici sostenuti dagli zuavi pontifici che presidiano il Parlamento. Qui, a cura di Francesco Paoletti, coordinatore del Circolo UAAR di Roma, il resoconto della Manifestazione a cui ha partecipato anche NO GOD.

Ci avevano fatto arretrare di 50 metri perché avevano paura di sentire
quello che avevamo da dire.
Lo scorso anno avevano giocato sulle date : avevano spostato il ricevimento
il 19 e non il 18 perché non volevano nessuno a manifestare sotto la loro
ambasciata.
Quest’anno non hanno potuto fare nulla perché 5 associazioni avevano
occupato tutti i giorni della settimana.
Ci hanno messo a 5o metri perché non volevano sentire la nostra voce, ma
purtroppo per loro avevo detto al buon Giulio Vallocchia di portare il suo
altoparlante portatile.
Eravamo un po’ meno di due anni fa.
Unica grande delusione : i Radicali (Pannella aveva convocato una riunione
di partito ben sapendo che oggi c’era il SIT IN … ormai è chiaro che lo
fanno apposta).
Una lancia la devo spezzare in favore di Rovasio che si è comunque fatto
vedere e ha dato il suo contributo.
Poco male : le telecamere sono state tutte per noi e per i Giovani
Socialisti (nel momento di massima affluenza siamo stati 25-30).
C’era un forte vento gelato che ci tendeva le bandiere.
Abbiamo aspettato che le interviste finissero, abbiamo atteso che arrivasse
Napolitano e poi (mentre Giulio era già andato via) ho acceso l’altoparlante
che ci aveva lasciato, ho sparato il volume al massimo e con il mio consueto
tono da piazza ho sparato verso l’ambasciata il seguente teso che mi ero
preparato (la nostra voce si sentiva ovunque):

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Siamo cittadini italiani ed oggi siamo qui perché vogliamo rivolgere alcune
domande ai nostri rappresentanti istituzionali: quegli stessi rappresentanti
che stanno festeggiando a suon di brindisi e pasticcini l’anniversario della
fine dello stato laico in Italia.

Vogliamo sapere perché i Rapporti con le correnti religiose devono essere
regolati da un articolo della Costituzione e non da una normale legge come
avviene in molti altri paesi

Vogliamo sapere perché il nostro paese continua a mantenere un’intesa frutto
del fascismo con una monarchia teocratica che non riconosce la Dichiarazione
Universale dei Diritti dell’Uomo

Vogliamo sapere perché nella legge 222/85 è previsto che le scelte non
espresse sul gettito IRPEF per l’8XMILLE debbano essere ripartite nella
stessa misura delle scelte espresse

Vogliamo sapere perché se la magistratura indaga su un membro appartenente
al clero cattolico deve avvisare preventivamente i suoi superiori della
gerarchia ecclesiastica

Vogliamo sapere per quale ragione i nostri rappresentanti istituzionali si
comportano come se ci sia ancora una religione di stato, quando dopo
l’ultimo Concordato del 1984 la religione cattolica non è più considerata
tale

Vogliamo sapere per quale ragione i nostri rappresentanti parlamentari
eletti dai cittadini italiani sembrano avere come unico scopo quello di
soddisfare gli interessi di un paese straniero ancor prima che quelli dei
loro elettori

Vogliamo sapere perché la chiesa o gli enti ecclesiastici proprietari di
immobili devono essere esentati dal pagamento dell’ICI e dell’IVA

Vogliamo sapere per quale ragione il vaticano deve essere esentato dal
pagamento dell’acqua, dell’energia elettrica e dello smaltimento dei rifiuti
(NOTA FILOLOGICA : su quest’ultimo fatto scusate se mi sono incazzato di
più, ma è una delle ragioni per cui la mia azienda è in deficit)

Vogliamo sapere per quale ragione i cittadini del Vaticano non pagano le
tasse allo Stato italiano ma allo Stato italiano chiedono bonus e assegni al
nucleo, ricoveri gratuiti e tutti gli aiuti che spettano ai veri poveri

Vogliamo sapere per quale ragione i cittadini italiani che lavorano presso
il vaticano e gli istituti della santa sede non pagano un euro di tasse allo
stato italiano sul loro reddito da lavoro, pur essendo cittadini italiani e
usufruendo di tutte le strutture e le assistenze che lo stato mette a
disposizione dall’assistenza sanitaria all’istruzione gratuita

Vogliamo sapere per quale ragione nella nostra scuola pubblica non è
prevista un’ora obbligatoria di educazione civica e di insegnamento dei
diritti umani e si continua ad alimentare l’insegnamento dell’ora di
religione cattolica che non dovrebbe essere a carico dello stato

Vogliamo sapere per quale ragione i governi di questo paese pensano ad
erogare fondi alle scuole confessionali private quando è esplicitamente
vietato dalla Costituzione

Vogliamo sapere per quale ragione lo stato italiano ha subappaltato alla
chiesa cattolica la solidarietà sociale e la sussistenza ai cittadini più
bisognosi: una sussistenza che viene spesso elargita in base
all’appartenenza ideologico-religiosa

Presidente Napolitano, siamo gli stessi cittadini che pochi giorni fa hanno
manifestato in difesa del suo operato e che le hanno inviato numerose
lettere di ringraziamento e di encomio nel bel mezzo di una crisi
istituzionale generata dall’entrismo confessionalista nel nostro parlamento
e nel nostro Senato.
Lei ha più volte parlato di rapporti bilaterali tra chiesa e stato.
Ebbene: noi non riusciamo a capire dove e come questi rapporti siano
bilaterali.
A noi sembra che siano solo unilaterali a favore della chiesa.

Siamo cittadini che vogliono uno stato sovrano e non uno stato feudo di una
teocrazia.

Siamo cittadini che vogliono una classe politica autonoma e capace di
esprimere la piena applicazione dei principi della Costituzione Italiana e
della Convenzione Europea e non di farsi dettare regole morali basate su
dottrine religiose che sono riconosciute solo da un numero limitato di
cittadini.

Siamo cittadini che vogliono uno stato laico e non uno stato confessionale

Vogliamo una risposta alle nostre domande e potete star certi che il
prossimo anno saremo di nuovo qui !

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Ho lasciato poi la parola agli altri e verso le 18 ce ne siamo andati.
Il nostro dovere lo avevamo fatto !
Se poi stasera siamo davvero finiti al TG1 (che io non ho visto) … che
vogliamo di più dalla vita ?

19/2/09 – E’ tutto accaduto, più o meno *

giovedì, 19 febbraio 2009

Nei 45 minuti di conferenza comizio di dimissioni dalla segreteria Pd, Walter Veltroni è tornato sulla questione della libertà di coscienza. Si riferiva alla questione E. Non sappiamo chi sarà il prossimo segretario né, tanto meno, se sarà in grado di dare forma all’acqua, ma sarebbe auspicabile che il prossimo capo prendesse atto che la libertà di coscienza è libertà di scelta e non la libertà di votare una legge che cancella il diritto di scelta(come la Calabrò sul testamento biologico).
Dire che nei grandi partiti possono esserci posizioni diverse su questioni etiche vuol dire ignorare i principi liberali basici. L’obiezione di coscienza, già opinabile nel servizio pubblico, può riguardare i fruitori di una legge, non chi c-o-s-t-i-t-u-z-i-o-n-a-l-m-e-n-t-e è stato eletto per farla.
E tralasciamo che ormai gli eletti sono nominati per cui non ha senso che non rispondano al segretario come pupazzetti, tanto sono burattini (fantocci,marionette, pupi) e così vengono giudicati da noi elettori.
I parlamentari che abbiamo visto questi giorni – più sguaiati quelli che sedevano nella maggioranza, più infidi quelli della minoranza – che si sono armati della loro fede, non hanno esercitato libertà di coscienza, ma si sono battuti per lo Stato teocratico.
Quanto al Pd in generale, sarebbe bene che non solo Veltroni (che ha comunque la gravissima colpa di aver consegnato la città delle Fosse Ardeatine a un fascista, dimettendosi anticipatamente per ansia di comando) ma l’intera generazione di dirigenti facesse un passo indietro.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Kurt Vonnegut, Mattatoio n. 5

Sanremo, un festival malato terminale.

mercoledì, 18 febbraio 2009

Per favore: Non scandalizziamoci
per la canzone di Povia (da adesso in poi leggasi pOVIA).

Mi si permetta di
iniziare esprimendo tutta la mia compassione per questo ragazzo di nome Luca:
Ma che vita faceva sto Luca? Luca si bucava, e Silvia non lo sapeva prima che
Carboni lo sputtanasse per radio. Luca organizzava pure strani festini a casa
sua e lo sapeva pure la Salemi che lo ha voluto dire a tutti dal palco di
Sanremo. Adesso sappiamo pure che suo padre era sempre assente, sua madre lo
opprimeva, che i suoi poi hanno divorziato, e perché no, rosso di sera bel
tempo di spera e sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. All’appello
manca solo lo zio pedofilo. Povero Luca, adesso si capisce perché sto ragazzo
si faceva le pere e tutte le sere organizzava festini a casa sua: Luca era
gay!!!

Ma adesso tutto è risolto. E’ bastata una pOVIA-pillola e Luca non è
più gay. Perché adesso Luca sta con lei. (Scusate, siamo certi che a questo
punto lei non sia più un lui? Forse lei era lesbica e allora avremmo due
piccioni con una fava. Se poi addirittura Lei era un uomo, ecco, lì si
complicherebbe di nuovo la storia. Chissà che non sia uno spunto per la
prossima canzone di pOVIA)

Comunque, pochi scandali per questa canzonetta. Da
sempre (anche a Sanremo) si canta di corna, tradimenti, falsità, stupri e droga
e chi più ne ha più ne metta. Ricordo che ero piccolissimo quando un gruppo
cantava “Sono un gran figlio di puttana”, e fece scandalo. Ma gli si diede il
valore che meritava. Non credo che quel brano sia passato agli annali della
musica italica.  Molto prima, quando il direttore artistico della musica
italiana era l’ufficio censure, ci si scandalizzò (e si censurò) anche una
canzone di un indiscutibile paroliere del livello di  Giorgio Calabrese che osò
parlare di “piedi nudi” in una canzone. E che schifo ! (ognuno esprima lo
schifo nella direzione che più lo aggrada, se per i piedi nudi o per la
censura).

Torniamo a pOVIA. Per questioni di fuso orario, sono stato sveglio
fino alle 4 del mattino per vedermelo in diretta. Pura curiosità per ‘sto testo
segretissimo. Io sono stato uno dei pochi che ha cercato di ignorare quanto più
possibile la polemica che è iniziata gia nel 2008.

La canzone è, e resterà,
una delle tante canzonette squallide della musica italiana. Come giustamente ha
detto Bonolis, la cui intelligenza mi permetto di dichiararla indiscutibile
senza appello, l’autore racconta una storia  come mille altre (e che
scoperta).

E’ vero, caro Bonolis, ma la tua intelligenza non ti ha impedito
di trasformati in “paravento”: ecco perché il testo della canzone è stato
strategicamente tenuto nascosto fino all’ultimo momento. Domanda cretina:
perché difendere un testo che non si vuole rendere pubblico dicendo: “Aspettate
la canzone e capirete che non è offensiva?”.
Caspiterina, TUTTI gli altri
cantanti hanno pubblicato i loro testi; pOVIA no. Però ci giura che non è una
canzone offensiva. E allora non ci gonfiare i maroni e pubblica ‘sto testo,
no?

Di nuovo a Te, Bonolis. Ripeto che le canzoni DEVONO raccontare una
storia. Ci siamo mai chiesti perché? Affinché gli ascoltatori ci si
immedesimino per meglio catturare la loro attenzione al pezzo. Quante canzoni
sembrano scritte per noi? Quante riflettono i nostri problemi? Le canzoni sono
da sempre un veicolo di messaggi. Quello che infatti si deve valutare, a mio
avviso, è la qualità di questo messaggio e tutti gli aspetti positivi (o
negativi) del diffonderlo “urbi et orbi”.

Di gay si è gia parlato tante altre
volte nelle canzoni. Anche a Sanremo. Come non ricordare la tristissima canzone
della Tatangelo? Questo per dire che io non critico solo la canzone di pOVIA
perché Luca è guarito ma sia pOVIA che Tatangelo dipingono una idea triste di
omosessuale che va contro la mia idea di omosessualità. Anche nel testo della
Tatangelo si parlava usando gli stessi luoghi comuni che, come ricordato dallo
stesso Benigni, hanno spedito omosessuali in carcere e anche nei forni
crematori. Un po di rispetto in più non guasterebbe.

Non a caso, canzoni come
Pierre dei Pooh, per esempio, parlavano invece di rispetto per la condizione di
questo compagno di scuola che “adesso deve restare così com’è”. Una splendida
canzone di Aznavour parla invece della vita non certo facile di un travestito
che si prostituisce la notte pur rimanendo una persona con valori e principi
sanissimi. Era la storia di un “uomo o come gli dicono” (nella versione
italiana: “un uomo o quel che si dice”). Vogliamo non parlare dello stupro
cantato a Sanremo da Luca Barbarossa? Ma, a differenza di pOVIA, il messaggio
veicolato da queste canzoni ha una valenza positiva molto differente da quella
che fa credere che di Gayismo si possa GUARIRE. Canzoni come quelle citate sono
un mattone in più nel processo di democratizzazione della nostra società (o nel
processo di secolarizzazione – Secondo una scuola di pensiero, LA MIA, i due
termini sono sinonimi interscambiabili)

Se Bonolis avesse ragione nel dire che
ogni storia di vita si possa cantare, a questo punto potremmo anche cantare la
felicità di una giornata di lavoro di un Ufficiale delle SS che va in ufficio a
fare pulizia etnica. Oppure chissà cosa fosse successo se la canzone “Generale
Kamikaze- Stefano Picchi – Sanremo 2004) invece che terminare con la rinuncia
dell’aspirante suicida fosse finita con l’elogio del martirio.  Sono “storie”
pure queste.
Ma il messaggio veicolato andrebbe contro la moralità che ci porta
(o che ci dovrebbe portare) a condannare quegli atti che vanno contro quel
lento e difficile processo di civilizzazione che, pur con diverse trame, si
basa sul medesimo ordito del rispetto reciproco delle libertà individuali,
site nel buon senso comune e sancite anche nei principi di atti normativi più
grandi e importanti di noi tutti, perché figli di un processo sociologico
positivo che ha visto coinvolti Stati interi per la loro stesura.

Però non
posso chiudere senza una critica vera. Di pOVIA ho detto che preferisco
ignorarlo e spero che incontri l’insuccesso che questa canzone merita. Allo
stesso tempo gli auguro canzoni di altro spessore e di maggiore successo. Di
Bonolis ho detto che è  una persona intelligente ma piegato alle esigenze
proprie di un Direttore Artistico chiamato a portare audience ad un malato
terminale quale è ormai il festival di Sanremo.

Una critica seria, diretta e
cattivissima la faccio invece all’ignoranza che ieri sera era seduta in platea
al Teatro Ariston. A quelle persone che spellandosi i polpastrelli hanno
applaudito alle parole di Benigni che esaltava l’amore in tutte le sue
declinazioni ed esprimeva il suo sdegno per le reazioni troppo spesso crudeli
nei confronti di due persone che semplicemente si amano a prescindere dal loro
sesso e che fanno parte del “disegno di Dio” – per chi, evidentemente come
Benigni, crede in Dio.

L’accusa di ignoranza è rivolta a quelle stesse persone
che hanno anche dedicato una standing ovation alla lettera di Oscar Wild,
arrestato per sodomia a causa del suo amore proibito, con la quale si augurava,
ironia della sorte, di fuggire con il suo compagno proprio in Italia dove
avrebbero potuto vivere di pace, amore e poesia.

Quelle stesse persone hanno
poi fischiato il presidente dell’Arci Gay Grillini e votato positivamente la
canzone di pOVIA. Per carità, chiariamo subito che non si tratta di lesa
maestà: io ho una opinione (personalissima) di Grillini che non lo vede
certamente in cima alla classifica delle persone che più rispetto per le loro
idee. Anzi, questa credo che sia l’unica volta che lo difendo. Quei fischi mi
hanno dato la conferma che quel pubblico non ha ascoltato le parole di Benigni,
non ha capito che Oscar Wild scriveva da un carcere perché arrestato per
sodomia, non ha ascoltato le parole di una canzone che pretende di “guarire”
Luca da una presunta malattia e non vedeva l’ora di lapidare (per fortuna solo
con i fischi) il frocio di turno.

Il politically correct ci porta ormai a
ripetere a memoria che “Gay è bello, che gay è normale” ma, sotto sotto, molti
ancora pensano che “Frocio sia molto meglio”. Un Gay non si può insultare, un
frocio si.

Concludo con un auspicio: abbiamo visto che di omosessualità si
muore ma che da oggi si potrebbe guarire e che si può addirittura vantarsene
cantandolo in una canzone. Sulla stessa scia logica mi chiedo come mai nessuno
abbia ancora scritto una canzone dal titolo “Luca era cretino”. Oppure devo
pensare che è più facile che un “gay vada con lei”, piuttosto che un cretino
muoia intelligente?

D.C.

Monsignor Fisichella ha detto NO.

mercoledì, 18 febbraio 2009

Dopo il prelievo del liquido seminale da un uomo in coma per poter assicurare la discendenza richiesta dalla moglie si aprono nuove polemiche e uno dei catto-ayatollah più influenti del regime teocratico che governa la repubblica vaticaliana ha detto no. Si tratta di una procedura innaturale, dice. Invece sbattere in gola a chi non lo vuole un sondino per l’alimentazione forzata non solo è naturale, ma addirittura obbligatorio.

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18/2/09 – La bioetica degli ebrei

mercoledì, 18 febbraio 2009

Quando in Italia si parla di religione si da per dato che sul territorio nazionale esista solo il cattolicesimo. Per la verità è religione di maggioranza per abitudine. E’ infatti consuetudine anche degli agnostici, che rappresentano la maggioranza nel paese, battezzare i figli e scegliergli l’ora di religione a scuola per evitare la fatica di esercitare il libero pensiero. Per assurdo il baluardo laico viene puntellato dalle minoranze religiose che, per ovvi motivi, hanno bisogno di leggi chiare per poter esercitare la propria fede.
Come è noto i cattolici hanno una autorità centrale che manca, ad esempio, nell’ebraismo. Per le questioni etiche gli ebrei si destreggiano tra la tradizione della Torah e le leggi dell’Halachà. Ma l’Halachà non è immobile, ma è un sistema aperto che si sviluppa e che tiene conto delle nuove tecnologie. In Israele, che è uno Stato laico, il parlamento vara delle leggi che, per rispetto alla minoranza più fedele alla tradizione religiosa tengono conto dei principi di fede. Nel 2005 è stata approvata una legge sui malati terminali e disposizioni anticipate di trattamento, che ha visto un lavoro preliminare di una commissione presieduta da Avraham Steinberg, un neurologo studioso di problemi di etica medica ebraica. La legge lascia ampia libertà di scelta nella fine dei trattamenti.
Pensando di fare una cosa utile per i lettori di Nogod, pubblichiamo di seguito una intervista al rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, pubblicata sul mensile Il Punto dell’Associazione LiberaUscita http://www.liberauscita.it/online/wp-content/uploads/2008/09/ilpunto49-agosto2008.pdf

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Qual è il pensiero ebraico sul testamento biologico e l’eutanasia? In proposito abbiamo posto alcune domande a rav Riccardo Di Segni, medico e rabbino capo della Comunità ebraica di Roma.

Quando ci si trova davanti ad un malato terribilmente sofferente quale è la posizione consigliata se ci si attiene alla etica ebraica?
In una cultura che ha radici religiose all’esigenza della stabilità sociale si unisce il peso di una tradizione di fede e di etica che sostiene a monte dei principi generali sul valore della vita umana. In merito alla questione esistono degli orientamenti generali precisi da molti secoli, tuttavia va aggiunto che i recenti progressi della medicina hanno posto una serie molto complicata di problemi particolari, sui quali le risposte sono discordanti.
E’ vietato spingere alla morte?
E’ proibito ogni atto che possa accelerare la morte di un agonizzante: gli esempi citati nei testi tradizionali si riferiscono anche a mezzi indiretti di tipo magico, o a semplici azioni come movimenti del corpo che in qualche modo turbano un equilibrio precario. Il concetto che ispira queste regole e che a nessuno è concesso il diritto di procurare la morte anche se si tratta di un processo irreversibile e imminente, anche se per i medici non c’è più alcuna speranza e anche se è il malato stesso a chiederlo.
Questo vale anche per il suicidio?
In genere si considera con molta minore severità il suicidio messo in atto per risparmiarsi dalle sofferenze, anche perché un uomo che soffre è sempre meno responsabile delle sue azioni.
Quindi rav l’ebraismo esclude una qualsiasi legittimità alla decisione dell’individuo sulla fine della sua vita?
C’è un principio che stabilisce una sottile ma importante differenza. E’ permesso rimuovere le cause che indirettamente impediscono la morte di un agonizzante; l’esempio classico è quello di un suono esterno ripetuto, come i colpi di qualcuno che spacca la legna, che, se impediscono il trapasso , possono essere fermati. Inoltre non vanno messe in atto le misure che servono solo a prolungare le sofferenze del malato, anche perché nell’ebraismo la medicina è permessa nella misura in cui cura e guarisce. Gli esempi classici sono il fare rumore o piangere in presenza del malato o mettergli del sale sulla lingua. Da questi esempi del medioevale Sefer Chasidim alle sofisticate attrezzature della medicina moderna passa molto tempo, e così la casistica si è notevolmente articolata, cercando di verificare ogni volta la complicata differenza che può esistere tra la rimozione di ciò che impedisce e l’applicazione di ciò che affretta.
Ma, cosa fare con un respiratore automatico?
Se è chiaro che il respiro e il battito cardiaco sono fermi è permesso staccare l’apparecchio ed è proibito riapplicarlo; un suggerimento pratico è quello di regolare l’apparecchio con un interruttore che lo ferma periodicamente, e di verificare la situazione durante le fermate: se il malato è vivo, si riavvia l’apparecchio, altrimenti lo si stacca definitivamente.
E nel caso di un malato con attività cerebrale irreversibilmente danneggiata?
Non deve essere sottoposto a cure che hanno solo il fine di creare una situazione artificiosa di rinvio del decesso. Non vanno interrotte le cure, ma se la bombola di ossigeno e l’alimento in infusione finisce, non si è tenuti a metterne ancora.
E gli antidolorifici?
Si somministrano per attenuare il dolore, non certo con lo scopo di accelerare la fine.
E’ giusto pregare per la morte di una persona che soffre?
La questione è controversa, e in recenti orientamenti si proibisce ai parenti questo tipo di preghiera che è invece consentita al malato stesso. Ai parenti e agli amici può essere consentita solo a particolari condizioni, come la genericità dell’invocazione e la verifica dell’inutilità dei mezzi a disposizione della medicina.
Tiziana Ficacci

Veltroni se ne va.

martedì, 17 febbraio 2009

Irrevocabili e definitive le dimissioni del povero Uolter che a quanto pare verrà sostituito dal cattolico Franceschini nella fase di transizione definitiva del PD-Partitus Dei in una nuovo contenitore completamente neo-democristiano. E’ quello per cui ha lavorato Ruelli in questi anni. Prossima tappa un accordo con l’UDC di Casini per finire poi tutti insieme nel PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano. Moriremo non solo democristiani, ma anche cattolici integralisti. A meno che non si riesca a ricreare un forte ragruppamento laico di ispirazione liberal-socialista che riesca a rilanciare unanuova Rosa nel Pugno.

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