30/1/09 – E i ballerini aspettano su una gamba l’ultima carità di un’altra rumba

Ci sono dei momenti in cui questo nostro inutilmente amato Paese, sembra veramente spaccato in due. La morte prematura di Mino Reitano, ha evidenziato la frattura tra “i bravi-colti-intelligenti” e i “poveri-ignoranti-provinciali-eancheunpòfasci”. L’ottimista Mino, morto a 64 anni dopo due anni vissuti da malato, ha una storia di quelle che non fanno figo. Nato a Fiumara (Reggio Calabria), 1.100 abitanti, un paese che ha senso solo perché lì è nato lui. E lui ha ringraziato cantando Gente di Fiumara. Beniamino in onore di Gigli, padre ferroviere, prestissimo orfano di madre, studia al conservatorio. Emigra ad Amburgo e fonda il gruppo Benjamin and his brothers con i suoi fratelli, prima di Michael Jackson e i Jackson Five. Pare che abbia suonato con i Beatles quando ancora si chiamavano Quarrymen. Ha scritto per Mina e Vanoni, e molte delle sue canzoni fanno parte del costume nazionale. Le immagini rimandate in questi giorni ce lo hanno ricordato felice a Sanremo, appagato insieme a sua moglie Patrizia, generoso nell’abbracciare l’animalesco Bossi per fargli cantare Italia Italia. Aveva una idea un po’ desueta di famiglia: con i suoi primi soldi comprò alcuni ettari di terreno ad Agrate Brianza per riunire tutta la sua numerosa parentela in una specie di ranch. Religiosissimo, durante la sua malattia per un momento sperò in padre Pio. Gli snobboni, come Lamberto Sposini che comunque conduce La vita in diretta uno dei programmi più trash della rai, hanno preferito ignorare che Reitano è stato un artista e hanno ridacchiato su alcuni atteggiamenti molto semplici del cantante. Nel salotto di Vespa hanno officiato una cerimonia triste e di circostanza con le solite donne scosciate e con la lacrimuccia per tutte le stagioni. Striscia la notizia lo ha ricordato ospite del programma al bancone con le veline e Ezio e Enzino. Cuore matto Little Tony, accreditatosi suo miglior amico, ha detto che l’entusiasmo lo ha sostenuto fino alla fine. Al sito papanews.it, Reitano, poco prima di morire, ha dato la sua versione del cristianesimo: “perdono quelli che ho offeso senza accorgermi. Il cristianesimo è saper dimenticare rancori e risentimenti, abbandonarsi alla comprensione”. Il suo atteggiamento fiducioso e la religiosità infantile, ha intenerito i cuori degli ammiratori. A noi sarebbe piaciuto sentirlo cantare My way – amava molto Frank Sinatra e spesso ne cantava la canzone – quell’and did it my way che tanto gli somigliava. Ma potevano i media farsi sfuggire la possibilità di confezionare l’ennesimo santino? (Intanto il sindaco leghista Tosi dichiara di amare De Andrè, i colti progressisti si vergognano di Reitano e poi si chiedono “perché vince Berlusca?”).

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11 Commenti a “30/1/09 – E i ballerini aspettano su una gamba l’ultima carità di un’altra rumba”

  1. Sofia scrive:

    Brava l’amica mia però, parla di Reitano e titola con Paolo Conte

  2. Anna Spina scrive:

    i colti progressisiti di sinistra ho l’impressione che del popolo di cui cinaciano non sappiano un piffero, sono troppo impegnati a dire fesserie, a rimirarsi allo specchio e a seguire i guro leguminosi

    mia madre ripeteva sempre un proverbio calabro-partenope:
    “storta va diritta vene sempe storta nun pò (g)hì”

    è l’ottimismo triste di chi non ha avuto grandi regali nè grandi aiuti

  3. Marcello scrive:

    Apprezzo Tiziana per la sua assoluta mancanza di retorica,

  4. ginetto scrive:

    Io invece apprezzo la raffinata cultura di Tiziana, che brilla anche dai titoli che sceglie, mai banali e sempre pertinenti. Anche se a volta un po’ faticosi da interpretare. Soprattutto quando, come in questo caso, provengono da una canzone di Paolo Conte, come ho scoperto solo grazie al commento di Sofia. In ogni caso non amo molto le canzonette di Reitano perchè mi sembrano un po’ troppo piagnucolose, ma le apprezzo per la capacità di continuare -rielaborandola- la tradizione melodica italiana. Quanto all’incipit di Giulio concordo sul fatto che se non si fosse trattato di un cantante religiosissimo non credo che gli avrebbero dedicato tanta attenzione a canali unificati.

  5. Anonimo scrive:

    Brava Tiziana. Immagino che se devi sentire musica non scegli Reitano e per questo apprezzo ancora di più il gentile ritratto che gli hai dedicato

  6. dal Corriere della Sera scrive:

    Mino e i condor
    I condor della lacrima facile e a poco prezzo si sono avventati,come era prevedibile, sulla morte di Mino Reitano.
    Vespa e Sposini, con carellate di ospiti, hanno vivisezionato l’evento con lo scopo, apparente, di rendere omaggio all’artista scomparso.
    Peccato che nessuno si sia sentito di recitare un pubblico mea culpa per come era stato trattato l’uomo negli ultimi anni, complice una certa sua ingenuità e un candore raro nell’ambiente!
    Domande dei cronisti ai parenti: ma cosa prova in questo momento? cosa ricorda degli ultimi giorni? ecc.
    Mi hanno ricordato ciò che mi raccontava mia mamma: da piccoli, quando mio nonno tornava da un funerale gli chiedevano (in ligure) : ma i cianzevan?(piangevano?) e lui: Na,i rievan! (ridevano)!
    Ma loro erano piccoli bambini, non (presunti) giornalisti!

    di Anonimo MTV

    Risposta
    Ripropongo il pezzo che ho scritto il 22 febbraio 2007.
    Leggere le immagini che appaiono in tv è più difficile di quanto si possa immaginare: appena si è convinti di averne inchiodata una a un significato, d?improvviso si assiste a un ribaltamento. È tutto un gioco d?equilibrio, basta un niente per imboccare una strada piuttosto che un?altra. L?altro mattina, ad esempio, ho assistito a un momento di imbarazzante commozione. Giancarlo Magalli ha celebrato il ritorno sulla scena di Mino Reitano («Piazza grande», Raidue, ore 11). Se ho inteso bene, il simpatico Reitano , il più ruspante ma anche il più generoso dei nostri cantanti, usciva da un periodo non proprio felice, causa malattia. Era commosso, si muoveva con impaccio, si stringeva alla sua altrettanto simpatica moglie. Siccome la tv di Michele Guardì ci ha abituati al peggio, mi immaginavo la classica puntata di tv del dolore. E invece Reitano non ha ceduto: ha sì raccontato il periodaccio ma tale era il suo entusiasmo, la sua voglia di darsi al pubblico che diventava arduo sottoporlo a una sola tipologia d?intervista. Mino è incontenibile, deborda, tracima.
    Poi però Magalli gli ha chiesto di cantare (immagino avendo ottenuto prima il permesso) e Reitano non si è sottratto. A quel punto le immagini sono sfuggite a qualsiasi logica e temo diventeranno un tormentone per «Blob»: si vede un signore sudato e commosso che fatica a cantare, che piange e canta, che si trasforma in un Reitano al quadrato.
    Il senso è che Magalli ha voluto in questo modo festeggiare il ritorno del cantante, partecipando della sua commozione. Ma il senso è anche che Magalli, pensando alle esigenze del suo programma, ha più o meno volontariamente confezionato un monumento di tv «alla Guardì».

  7. paolida scrive:

    >da piccoli, quando mio nonno tornava da un funerale gli chiedevano (in ligure) : ma i cianzevan?(piangevano?) e lui: Na,i rievan! (ridevano)!

    Fantastico !!!

  8. Tiziana scrive:

    Ringrazio per i vostri gentili commenti.
    In realtà il mio orecchio è insensibile a qualsiasi tipo di musica, quindi non so esprimermi su Mino Reitano. Che però mi ha sempre fatto simpatia perché mi sembrava alieno al pettegolezzo.
    Mi scocciano e molto però i provincialismi di gran parte del sinistrume – che conosco perché è in definitiva il mio ambiente – che ha sempre bisogno di fare mille distinguo.
    E poi lo Sposini che a peso d’oro (immagino) conduce quel programma La vita in diretta sempre con l’aria di chi era destinato a ben altro ma “da piccolo ciò avuto la malattia”
    In sintesi estrema mi da fastidio che la sx o simile perda sempre per la sua ridicola spocchia.
    E poi comunque è triste sempre quando muore una persona.

  9. Gigio scrive:

    Ieri sera al tg5 delle 20 il conduttore e’ riuscito ad affermare che, siccome una nave e’ rimasta bloccata nel ghiaccio, il surriscandamento globale del pianeta e’ solo allarmismo. Sembra una grande notizia che l’estuario di un fiume canadese si sia ghiacciato in gennaio? Quindi siamo a posto e scordiamoci di Kioto.

  10. Anonimo scrive:

    Mino Reitano, non fu un cantante sentimentale sul tipo di Claudio Villa e Consolini; interpreti del bel canto popolare italiano, con finalini in falsetto. Per cui averlo associato a loro e’ errato; ( a Porta a porta), da parte di “Critici musicali”.

    Mino Reitano fece parte della rivoluzione musicale, iniziata alla fine degli anni cinquanta e che si manifesto’ negli anni sessanta con interpreti italiani, maschili e femminili, dalle voci potenti e dalle canzoni appassionate. Venivano chiamati inizialmente gli “urlatori”, con fastidio delle generazioni del passato che non li apprezzavano.
    Questo genere, a parer mio il piu’ efficace e duraturo, dicono sia sorpassato e che Reitano non riuscisse a superare i tempi.
    Non concordo, poiche’ le canzoni del presente, sono robe di poco conto e di minima melodiosita’, con interpreti esosi, che lasciano il tempo che trovano.

    Cosi’ come noi ascoltiamo la musica classica del passato, perche’ e’ musica valida; noi ascoltiamo le canzoni del passato, perche’ sono migliori di quelle del presente, cantanti inclusi.
    (La piu’ antica e’ “Caro mio ben”, italiana, fine settecento che puo’ essere indicata come la prima canzonetta popolare a livello mondiale e che venne e viene ancora interpretata dai maggiori cantori d’opera di tutti i tempi).

    A Mino Reitano, stanno dando da morto il merito che avrebbero dovuto dargli da vivo; aveva una voce stupenda che sgorgava dall’anima ed interpretava canzoni bellissime.

  11. Sofia scrive:

    http://www.uaar.it/news/2009/04/10/mino-reitano-santo-subito/

    ovvero , come si strumentalizza un cantante (che forse era pure una brava persona)