Inaspettatamente Il presidente Napolitano ha bocciato la candidatura dell’ateo devoto Marcello Pera, già Presidente del Senato, alla carica di Presidente della Treccani, il più prestigioso istituto culturale italiano. Pera fu folgorato da Ratzinger quando era ancora cardinale e passò all’improvviso da posizioni rigorosamente laico-liberali allle più comode schiere dei clericali in servizio permanente effettivo. Qui trovate notizie più dettagliate sul sorprendente siluramento del crociato Pera.
Da Italia Oggi – Napolitano silura Pera
PRIMO PIANO
Di Franco Bechis
Il Quirinale boccia la sua nomina in Treccani, «sull’etica divide tutti»
Con un atto che non ha precedenti il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, ha bocciato la proposta trasmessa dal consiglio dei ministri per la nomina di Marcello Pera alla presidenza della Treccani, l’Istituto della enciclopedia italiana. Il Quirinale ha anche motivato per iscritto il suo no con una missiva a palazzo Chigi che spiega come la figura dell’ex presidente del senato e le posizioni decise su temi delicati come l’etica divida troppo e sia di ostacolo a una serena condivisione della scelta, secondo quanto stabilito dall’articolo 7 dello statuto della Treccani. Con ogni probabilità ora, bocciato Pera, alla guida dell’Istituto arriverà l’ex presidente del consiglio, Giuliano Amato… Secondo l’articolo 7 dello statuto dell’enciclopedia più famosa di Italia il presidente dell’istituto deve essere scelto “fra personalità di particolare rilievo nel campo della cultura e della scienza”, e sotto questo profilo certo a Pera non mancavano le caratteristiche. Ma si aggiunge che “Il Presidente è l’espressione dell’unità dell’istituto e delle sue finalità, ne raccoglie le aspirazioni creative, e in esso si rende interprete di istanze e attese culturali della comunità nazionale e internazionale”. Proprio su questo punto si basa il no del Quirinale: la figura di Pera, nonostante l’ex presidente del Senato fosse approdato già nel 2002 nel consiglio della Treccani, dividerebbe la comunità scientifica e culturale per l’eccessiva esposizione su temi legati ai rapporti fra etica, scienza e religione. A Pera sarebbe dunque stata di intralcio la propria chiara origine cattolica e forse anche la stretta amicizia con Papa Benedetto XVI, non così à la page all’interno della ristretta cerchia dell’ intellighentia italiana. Qualche osservatore con un pizzico di malignità sostiene che abbia contato nella bocciatura anche qualche scritto più o meno recente del filosofo già presidente del Senato. Come quello apparso sul quotidiano Il Giornale un paio di anni fa con il titolo “La Chiesa al bivio delle unioni civili”. Nel caso, più che l’opposizione di principio sui pacs, sembra essere rimasto in primo piano negli archivi del Quirinale l’attacco dell’articolo in cui si paragonava la realpolitik di Napolitano a quella di Palmiro Togliatti (non un insulto, ma un riferimento non proprio gradito). Comunque sia la cassatura di una nomina che spetta sì al Quirinale, ma su proposta del governo, è destinata a fare discutere e, viste le motivazioni, anche ad incrinare il rapporto fra il Colle e il Vaticano. Franco Bechis
Tag: marcello pera

Ben gli sta ! Ma con tutte le benemerenze che ha acquisito in Vaticano un posto da teologo di complemento glielo troveranno di sicuro da qualche parte. Comunque anche Berlusconi deve ricompensarlo in qualche modo per i servigi resi da Presidente del Senato. Non finirà in cassa integrazione.
Sicuramente non è una rivoluzione, ma che il Quirinale abbia riconosciuto che nel nostro Paese c’è il fondamentalismo cristiano mi pare “un piccolo passo per l’uomo un grande passo per l’umanità”
Per me l’accostamento Napolitano -Togliatti è calzante, se Napolitano si è vendicato affari suoi, quello che conta è che sia stato detto che alcune prese di posizione integraliste dividono. Quindi mi sembra che il Quirinale ha ribadito che la laicità è un valore per tutti
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