“I titoli nobiliari non sono riconosciuti”. Così il primo paragrafo della XIV delle Disposizioni Transitorie e Finali della Costituzione della Repubblica italiana. Essa non è stata sottoposta a revisione. E allora, perché la conduttora di Ballando con le stelle, una del trio Lescano, pardon Carlucci, continua a omaggiare Emanuele Filiberto Savoia chiamandolo principe? Non sarebbe ora che i pensosi custodi della Magna Charta si svegliassero dal loro sonnolento torpore e, motu proprio, intervenissero senza aspettare un rituale (e spesso inutile) ricorso alla Corte Costituzionale?
Insieme sul due, programma della tarda mattinata della seconda rete invita in studio Giuliana Lojodice, brava attrice di teatro, compagna e collega, fino alla morte, di Aroldo Tieri, uomo che al cinema e al teatro ha dato moltissimo. E che quando morì non fu degnato di un benché minimo ricordo in tv. In tanti anni di attività la compagnia Tieri-Lojodice aveva ottenuto più che lusinghieri successi in Italia e in Europa. Logico aspettarsi, visto che in studio c’era Lojodice, documenti del loro repertorio. Ma gli sciattoni rai non si smentiscono, e sono apparse immagini del film Totò sceicco con Tieri e Totò, e neanche le più significative di quella pellicola. Un pessimo regalo alla Lojodice e agli utenti (paganti) del servizio pubblico. More solito.
Che la baracca-rai sia da chiudere è esigenza che si basa anche sul fatto che il baraccone continua a pagare lautamente vecchi arnesi come il Pippo nazionale. Che ha dato della cretina (ma lei aveva già lasciato lo studio)all’attrice Francesca Reggiani, rea di aver protestato perché la schermata nel gradimento verso il capo del governo spagnolo, il socialista Zapatero, era passata troppo in fretta. I commenti dissertavano (…) su quanto fossero amati i vari leaders europei. A noi un sospetto sul perché Zapatero sia passato in fretta ci è venuto…
Questo è successo domenica a Domenica in, ma Pippo il ferrovecchio davanti al tapiro di Striscia la notizia si è scusato. Inutile.
Giovanni Lubrano di Scorpaniello, per www.nogod.it
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Per chiudere la piovra sanguisuga RAI ci vorrebbe molto di più di una rivoluzione. Fa troppo comodo ai partiti ladroni per sistemare i propri servi fedeli.
Il sondaggio su fiorello oltre allo scivolone del fuori onda dove da della cretina a Francesca Reggiani forse dimostra che per Baudo e la sua spocchia è ora della pensione
La televisione non finisce mai di stupirci e indignarci! Mi riferisco al pseudo programma della Balivo, ma ieri sera è stato veramente troppo! Aver messo a confronto una coppia collaudata come quella di Remo Girone e così ricca di valorialità con quella di Lory del Santo ed il suo “manzo” di turno, è stato veramente troppo! E quando la signora si è messa a disquisire sulle opere di Michelangelo, ebbene, non ce l’ho fatta più! Il mio è stato un riso irrefrenabile!
Sonia
Beh, secondo la me la soluzione migliore consiste nello spegnere definitavemente il tubo catodico dentro le proprie case, come io ho già fatto da moltissimo tempo. Le idee e le notizie sono in grado di circolare velocemente ed in piena libertà anche senza lo strumento radio-televisivo come accadeva nei secoli passati. Tanto quale è l’utilità della (dis)informazione rai et similia? Per sentirsi dire che in inverno fa freddo e che in estate fa caldo non c’é bisogno di televisore, lo sappiamo già da soli!
E per chi voglia dedicarsi a tale salùbre e virtuosa abitudine vi informo che è possibile chiedere legalmente la cancellazione dell’abbonamento TV con una semplice raccomandata indirizzata all’Agenzia delle entrate di Torino (SAT – sportello abbonamenti TV). Potete trovare tutte le informazioni dettagliate visitando il sito dell’ADUC:
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=40168
Faccio presente per richiedere la cancellazione dell’abbonamnto bisogna essere in regola con i pagamenti e la cessazione decorre dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si è inoltrata la richiesta, quindi se ancora non lo avete fatto, ma avete intenzione di farlo, il canone per l’anno 2009 dovete pagarlo in quanto una eventuale richiesta a partire da adesso potrà avere valenza solo a decorrere dall’anno 2010.
Un caro saluto a tutti i frequentatori di questo sito.
Caius Flavius.
Certo che si può fare a meno della rai e della tv, ma perchè non pretendere un tv e una rai stupenda? Non bisogna dimenticare che la tv è una consolazione per molti anziani che non avrebbero la possibilità di informarsi su internete e simili media
Cancellarsi dalla rai indubbiamente avrà un significato immediatamente positivo per se stessi, ma non elimina il problema .
la tivvì pubblica potrebbe essere un mezzo grandioso per arricchire in modo utile, divertente e intelligente le ore dei tanti che non possono o non sanno come trascorrere il tempo in altro modo,
ovviamente una tivvì pubblica il cui slogan programmatico era (è) il seguente
“le tre C: cosce, culi, cazzate” impoverisce tutti e tutto in primis le nostre tasche di teleutenti non citrulli