28/1/09 – Hai pagato il canone rai ?

107 € e 50 centesimi è la cifra annua (scadenza 31 gennaio) che siamo obbligati a pagare per usufruire del servizio pubblico, quasi sicuramente il più scadente del mondo. Conosciamo bene i tg che disinformano, gli approfondimenti sulla cronacaccia nera e quelli a tesi, appaltati al giornalista dell’1 del 2 e del 3, i reality volgarissimi e costosi della pettuta Ventura e la fiction delle famiglie felici. Spadroneggia in questo lerciume la fiction religiosa.
“La televisione è atea perché la sua concezione non prevede l’esistenza di Dio, l’idea della creazione”. E’ una vera affermazione di Ettore Bernabei che con la Lux Vide ha invaso gli schermi (rai) di racconti biblici, vite di santi e di papi, storie varie, serial clericali.
Bernabei (nato a Firenze nel 1921) è stato direttore generale della rai dal 1961 al 1974. Andato in pensione con 800 milioni di liquidazione, ha mobilitato alcuni amici fidati per fondare Lux Vide e portare Dio sullo schermo. Gli episodi della Bibbia (33 episodi dal Genesi all’Apocalisse) sono il fiore all’occhiello della casa produttrice. Un progetto faraonico per il quale anche il grande regista Ingmar Bergman offrì il suo contributo. Ma Bernabei, dopo essersi confrontato con la Segreteria di Stato vaticana (allora il cardinale Benelli) lasciò cadere la proposta del regista svedese per timore che la sua cultura protestante e un certo riscontro con l’ateismo, potesse non rendere onore (nel senso garantire la lettura cattolica) al progetto. E poi i papi, l’ultimo Paolo VI, padre Pio, tutti i santi del calendario, e la tremenda fiction su Coco Chanel*, una donna che nel bene e nel male ha dominato il secolo e che la Lux ha reso un ridicolo santino. Alle critiche Bernabei ha risposto : “la stilista ha tolto tanti inutili orpelli dagli abiti, e si sa la semplicità avvicina a Dio”. Con tutta evidenza una sfrontatezza che, volendo, potrebbe applicare anche al caro Giulio C. Vallocchia curatore di questo sito, e volendo raffigurarlo mentre compie miracoli.
Il capolavoro della tv bernabeiana resta però don Matteo. Piccoli crimini consumati a Gubbio, una caserma di carabinieri da barzelletta, il maresciallo Cecchini (interpretato dall’ottimo Nino Frassica), un prete belloccio e accattivante che risolve i casi criminosi a colpi di buoni sentimenti, perdono, fede, famiglie felici. In un solo colpo si umiliano le istituzioni e si glorifica il crocefisso.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*(dal sito www.liberelaiche.it)

tra la donna e il santino noi amiamo la donna

Diceva Jean Cocteau. “Chanel sta alla couture come Picasso sta alla pittura”. Seguendo il suo esempio le donne si sono tagliati i capelli, hanno gettato via i bustini strizzavita, accorciato le gonne, scelto i pantaloni e i maglioni, cominciato a prendere il sole al mare.
La Rai ha trasmesso un film in due puntate prodotto da Lux Vide (specializzata nella vita dei santi) dandoci una immagine di Chanel molto “per bene”, un quadretto oleografico a tratti molto noioso. Invece Coco è stata una donna trasversale, nell’amore, nella politica, nella professione.
Cresciuta in un orfanotrofio tenuto da suore, si gettò il suo triste passato alle spalle con la stessa rapidità con cui le donne si abbandonavano alla sua fantasia, buttando alle ortiche le vetustà di una femminilità che la guerra stava mettendo in discussione.
Finanziò e amò Picasso, Cocteau, Stravinsky… Fu amica di Luchino Visconti . Fu amante di un ufficiale nazista e per questo venne accusata di collaborazionismo. Era di Chanel il tailleur rosa di Jacqueline Kennedy il giorno dell’attentato di Dallas. E Chanel n.5 il profumo con cui andava a letto Marylin.
Purtroppo Lux Vide invece di mostrarci una donna che ha posseduto un secolo, ha preferito farne un patetico santino.
Angela Segrè

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5 Commenti a “28/1/09 – Hai pagato il canone rai ?”

  1. Marianella scrive:

    Il fatto che Bernabei ha rinunciato a Bergman la dice lunga sulla sensibilità della scrittura registica del produttore

  2. Swop scrive:

    Propongo a Bernabei una serie in cui Giulio tocca la fronte degli atei e questi rinsaviscono e abbracciano la croce

  3. Domenico scrive:

    Non sappiamo dirvi come qualificare ciò che ieri ha combinato Max Giusti ad Affari (s)uoi. Aveva in corpo ancora tutta l’euforia del “Continente nero”, cantato insieme al pubblico che d’improvviso si è messo a ricordare la Shoah, con un volto ridanciano che si è sforzato di diventar subito serio ma che è rimasto pateticamente a metà strada! La frittata oramai era fatta. Subito dopo eccolo più pimpante di prima, preoccupato di dover trovare un nuovo stile, ha improvvisato una specie di Twist! Una spassosa ramanzina potrebbe arrivare da quelli di Striscia, un penoso innesto potrebbero farlo quelli di Blob se dovessero riprendere la giornata della Memoria di ieri.

    Domenico Mainiero

  4. Anais Anais scrive:

    Pur amando molto X Factor, devo dire che faccio fatica a tollerare l’arroganza, la prepotenza, la maleducazione della Ventura.

    E’ davvero insostenibile il modo con il quale argomenta le sue decisioni e la mancanza assoluta di rispetto per quelle degli altri.
    Ieri, ad esempio, il povero Tommassini, per aver esposto una propria opinione – peraltro rispettabilissima- ha subito un vero e proprio linciaggio verbale, che è poi proseguito ad ogni esibizione con critiche pesanti alle coreografie e ai costumi di ciascun concorrente.

    Possibile che la Ventura abbia il diritto di essere maleducata in tv a dispetto di chiunque?
    Qualcuno, cortesemente, la faccia scendere dal suo piedistallo e le insegni un pò di educazione.

  5. Anonimo scrive:

    Non sapevo che Bernabei avesse arruolato anche Chanel. Che poi era una incazzosa con le suore del collegio dove stava da bambinal’