Prima c’è stato il concerto con Springsteen www.npr.org/music/ gli U2 www.goyb.u2.com ,Stevie Wonder, Laura Linney… Garth Brooks ha ballato con ragazzi vestiti con maglie blu e rosse a simboleggiare la fine della contrapposizione tra democratici (blu) e repubblicani (rossi). Poi Obama ha giurato sulla bibbia di Lincoln, emozionato… ma queste cose le hanno potute vedere solo quelli che hanno il digitale o una parabola. Sulla tv generalista solo stralci molestati dal chiacchiericcio stupido del giornalista di turno. Un po’ meglio la7…
Il futuro di un paese passa anche dalla televisione, il servizio pubblico, che è pagato pesantemente dai cittadini, non ha dato la possibilità di ascoltare Beyoncé, ammirare i guanti verdi di Michelle, la cappa azzurra della splendente Segretario di Stato, il discorso di Obama…
L’audacia della speranza ci appartiene, vogliamo una informazione de-raizzata.
Tiziana Ficacci
Perché la baracca partito-rai va chiusa – di Giovanni Lubrano
Tutti a prendersela con il conduttore di Annozero per il modo in cui ha diretto la trasmissione di giovedì 15 gennaio e per l’uscita tempestosa da quell’arena di Annunziata, indignata per il senso unico impresso alla discussione. E tutti gli autorevoli colleghi, anche della parte politica del giornalista, lo hanno rampognato. Ma il punto non è l’ex europarlamentare pci-pds-ds, ma di chi ce lo ha messo nel teleschermo e continua a tenerlo in quel posto. E qui arriviamo alo snodo essenziale: la baracca partito-rai assolve ancora alla fondamentale, e unica, funzione di servizio pubblico visto che i cittadini-contribuenti continuano a pagare l’iniquo balzello del canone? Oppure, abiurando da tempo immemore a tale fondamentale compito, è diventato lo specchio esclusivo di qualche politico, di telegiornali che sarebbero fatti meglio da giornalisti di free press, in una parola di nani e ballerini. A cosa serve, e quanto costa, Porta a Porta? Per vedere per 23 volte quasi di seguito l’ex capo del defunto prc Bertinotti? Per ammannire ai telespettatori il delitto di Cogne? A che serve, e quanto costa, l’inutile, ahimè imminente, passerella del festival di Sanremo. Potremmo continuare all’infinito, ma ci fermiamo qui.
E veniamo ai sedicenti “organi di controllo”. Intanto, se a suo tempo il Parlamento decise l’istituzione di una Commissione bicamerale (40 membri, 20 deputati e 20 senatori), voleva dire che la baracca era, già allora, fuori controllo. Poi , era l’epoca del compromissorio compromesso storico, i compromessi stabilirono che tale organo diventasse di garanzia e venisse appaltato alla opposizione del momento: cioè i deputati della maggioranza pro-tempore votavano per un candidato della minoranza. Ciò in barba alla Costituzione ove non sta scritto da nessuna parte che sia prevista l’assegnazione di una Commissione al partito o ai partiti che rappresentano gli sconfitti. Si tratta dell’ennesimo vulnus alla “Magna Charta”. E, per ironia della sorte, la Costituzione italiana è considerata “rigida” mentre in realtà sembra essere piuttosto “molliccia”. In questo, come in altri, purtroppo moltissimi, casi. E che cosa controllava? Nulla, faceva il passa-candidati per l’elezione del cda e del presidente della baracca e, così facendo, legittimava la nascita del partito-baracca. Cominciava così il grande mercato (che per rispetto degli animali osannati dal Carducci non menzioneremo) che divise la baracca per feudi politici nella santissima trinità: prima rete alla dc, seconda al psi, terza al pci. Qualcuno sollevò il problema che, prima della spartizione, fosse più urgente individuare i criteri di una vera riforma del servizio pubblico, garantendo buone tematiche, oculatezza e risparmio di gestione, scelta delle migliori professionalità esistenti nel mercato interno ed esterno della baracca? Manco per sogno, la lottizzazione (vocabolo reinventato dal probo repubblicano Alberto Ronchey) appagò e aumentò gli appetiti stravolgendo e annullando quel tanto – o poco – che la baracca aveva saputo inventarsi, dall’Eiar in poi. Si, qualche buon professionista, qualche ottimo giornalista armato di passione per il mestiere e per l’azienda ci fu. E ci furono anche rubriche di eccellenza. Ma quei pochi e isolati tentativi furono sommersi nel mare del qualunquismo politico e di spettacolo che più becero non si può. La progressiva degenerazione portò agli aumenti annuali dell’iniquo balzello e , paradossalmente, indusse i dirigenti della baracca, sostenuti ciascuno da ben individuate camarille parlamentari di partito, non a migliorare la qualità del prodotto, avvalendosi delle buone risorse umane che pure esistevanoall’interno del baroccume. Capisco il grido di dolore dell’attore Tono Servillo che domenica 18 gennaio nella rubrica in mezz’ora di Annunziata, ha lamentato l’inesistenza di qualunque spunto di cultura nei programmi di baraccopoli. Quello che tra l’altro è assolutamente insopportabile è che si siano installate alcune satrapie, appaltate all’esterno, ove si permette al conducator di fare quello che gli pare, spendendo e spandendo quanto vuole perché tanto paga mamma comanda, ossia i gonzi che siamo noi costretti a versare l’iniquo balzello. Ho sentito che, a proposito dell’ultimo Annozero, qualcuno lamentandosi della telefonata del presidente della Camera al capobaracca, ha sostenuto che ciò è potuto avvenire perché in questo momento non esiste la Commissione di vigilanza. Perché, se ci fosse stata, cosa sarebbe cambiato?
P.Q.M.
sorge imperiosa la richiesta di chiudere la baracca. Pur capendo di essere in netta controtendenza rispetto al Palazzo che invece, maggioranza e opposizione è ahimè concorde nel continuare a mantenerla in pedi, occorre perseverare in tale posizione.
E torni a Toni Servillo che ricordava i tempi di Paolo Grassi presidente della rai: Chi era costui? Un socialista milanese pre-Craxi, grande e autorevole manager di teatro, il primo e unico che permise agli italiani contribuenti di vedere in tv una grande prima de la Scala. Poi venne Enrico Manca e tutto finì a tarallucci e vino. E non si può fare a meno di considerare perlomeno come ingombrante la presenza vaticana in ogni tg nazionale e regionale. Francamente eccessivo che in tutte le trasmissioni ci sia un prete o sedicente tale. A proposito, la baracca tiene in piedi il carrozzone varato per il giubileo del 2000. Tiene in piedi significa soldi – e molti – per giornalisti, programmisti, registi, segretari, autisti… Fino a quando, onorevole ministro Paolo Romani?
Giovanni Lubrano di Scorpaniello , per www.nogod.it
Tag: canone rai, rai, spartizione rai, vigilanza rai

Chiudere chiudere chiudere
Giuro, anche se non sulla bibbia di Lincoln, che il tg3 delle 14.30 per testimoniare di come il mondo ha reagito davanti all?”incoronazione” di Obama ha mostrato la prima pagina dell’Osservatore Romano con tanto dititolo, riletto dalla giornalista per farlo entrare meglio nelle nostre zucche agnostiche: che Dio lo paiuti.
Amen!
Mercoledì 21 Gennaio 2009
Insediamento Obama, effetto Vasco
La diretta Dibella-Botteri da Rai Tre dell’insediamento di Obama ricorda l’effetto-Vasco: sullo sfondo, l’evento live, in primo piano il collegamento con i migliori salotti d’Italia e più arguti direttori di quotidiano con l’immancabile enciclopedia alle spalle.
Diciamo che stavolta va meglio del concerto di Vasco Rossi, almeno sull’inno americano hanno taciuto per 30 secondi e il discorso di Obama l’hanno seguito per intero (staccando subito dopo l’ultima parola su Dibella a schermo intero mentre Obama tra gli applausi stringeva la mano a Bush).
Il bisogno italiano di inquadrare la faccia di uno che parla e dice cose puntute e intelligenti a proposito di un evento live che è ancora in corso (“eh si bel discorso, ma si sente la mano dello speechwriter di Obama”…).
Quando impareranno che la TV deve restituire l’evento nella sua ragionevole spontaneità, e gli editorialisti ce li leggiamo poi sul giornale il mattino dopo? Sembra che cerchino di proteggere il presunto tele-italiano medio che se investito dalla “verità” in presa diretta di un evento potrebbe spaventarsi. Ci pensa la Botteri intabarrata in un catafalco stile signora Addams a raccontarcelo.
di Giovanni
Risposta di Aldo Grasso
Chi non sa parlare non sa tacere.
Alberto FerrariMercoledì, 21 Gennaio 2009
The American President and the Italian Countess
Ieri sera, verso le 18:00, Obama giurava sulla Bibbia di Lincoln la propria fedeltà alla Nazione. Per chi non ha canali Sky o simili, l’evento poteva seguirlo sia su La7 sia su Rai 1 a La vita in diretta. Subito dopo il Neopresidente degli Stati Uniti rendeva il suo primo discorso. Importante, dato che tra crisi economiche, internazionali, guerre e terrorismo, i giorni futuri saranno quello che saranno. Sapere cosa pensa l’Uomo a capo della nazione più potente al modo, è fatto non di secondaria importanza. Ma probabilmente no, perché la trasmissione di Sposini scocciata decideva di troncarlo e mandare in onda un servizio sulla contessa Patrizia De Blanck. Titolo: I segreti della bella contessa. A seguire gli highlights su una puntata dei Pacchi. OK, paghiamo il canone e ci atteggiamo a moralisti venali, OK, i dati d’ascolto sono fondamentali e OK, noi non sappiamo fare TV. OK è il servizio pubblico e Sposini è Sposini e sa quello che fa. Non disturbate quindi il manovratore, because he’s a really really journalist and not a quaquaraqua.
Vito La CollaMercoledì, 21 Gennaio 2009
Infortunio a Rai Tre
Alle 18 e qualche minuto (ora italiana) del 20 gennaio, come ogni quattro anni, il presidente degli Stati Uniti ha prestato giuramento nelle mani del Giudice della Corte Suprema USA. La trasmissione di Rai Tre, condotta dal direttore Di Bella, ha mancato clamorosamente il momento emozionante e storico, in cui il primo afroamericano diventava ufficialmente il presidente degli States. Infatti, senza tener conto delle riprese che arrivavano in continuazione da Washington, e forse colti di sorpresa, si è continuato a inquadrare il direttore de La Repubblica, Ezio Mauro, che commentava la storica giornata e auspicava un cambiamento nella politica statunitense.
Poi le immagini di Obama che ripeteva la formula, dettatagli dal Giudice, sono andate in primo piano, oscurando Mauro, ma la frittata era fatta: il neo presidente era a metà della sua formula, e gli spettatori, credo, erano indignati.
Trasmissione condotta in modo disordinato, tra l’altro senza fornire spiegazioni di quanto avveniva sullo schermo, chi era il personaggio che stava parlando, quali erano i vari passi della cerimonia: solo commenti politici che distraevano dallo spettacolo meraviglioso che offriva la freddissima Washington.
SimonettaMercoledì, 21 Gennaio 2009
Grazie Mamma Rai.
Stamattina ho pagato il canone Rai e voglio ringraziare la televisione del mio Stato per avermi fatto fare ginnastica.
Alle ore 18,05 il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America, Obama, ha giurato sulla bibbia ed io l’ho visto su La7. Ma facevo un indegno zapping proprio per sincerarmi cosa stesse trasmettendo Rai 1 nello stesso momento. Tra un gossip e l’altro, un incerto Sposini non sapeva se ricordarsi di essere stato giornalista o se far finta di interessarsi all’ospite in studio.
Mentre si sta scrivendo una importante pagina di storia per il mondo intero, io, cittadina italiana, sostengo una televisione la cui informazione a malapena si accorge di quello che sta accadendo.
Siamo alla frutta (e dopo ginnastica ci sta bene!)
Cordialità
Simonetta
Rai, di tutto di più.
Lucia Annunziata litiga con Michele Santoro, Pippo Baudo in diretta dà ragione a Lucia, Vittorio Sgarbi vuol fare un reality perché è pieno di debiti e nel frattempo insulta Paolo Bonolis, Massimo Giletti imbastisce una trasmissione contro Celentano il quale incarica la moglie, Claudia Mori, di telefonare in diretta e difenderlo, Simona Ventura litiga con Morgan, che a sua volta litiga con un vocal coach e la Maionchi manda a cag..e tutti. Fabio Fazio presenta tre libri e un film, tutti capolavori (a suo dire).
Tutto questo su mamma Rai.
Vado a pagare l’abbonamento.
la Rai deve essere venduta o chiusa perchè condiziona la vita politica d’Italia,perchè è una macchina mangia soldi.
Perchè gli spettacoli sono degni di tv locali:contenuti vuoti.
Perchè la legge sul canone è illegale,illegittima;dittatoriale.
La rai è un buco nelle casse dello Stato ed è consegnata a dirigenti superpagati ignoranti ed incapaci.