Questo è lo slogan che No God propone a tutti i visitatori di questo sito di far stampare sulle proprie magliette e di porre in calce alle proprie e.mail in tutte le mailing-list, i blog e i forum che frequentano per poter riaffermare il diritto di NON CREDERE in alcuna versione della MenzognaGlobale. E’ una reazione che si rende necessaria, anzi indispensabile, dal momento che ormai appare a rischio di annullamento l’iniziativa dell’ UAAR. Si stanno mobilitando tutti i clericali di tutti partiti per impedire che l’associazione storica degli atei italiani faccia conoscere la propria esistenza attraverso un banner da affiggere su due autobus genovesi. E anche i rappresentanti delle tre religioni abramitiche, sempre in lotta fra loro per affermare che il proprio dioè l’unico vero, hanno trovato il nemico comune da combattere: quelli che affermano che i loro dei non esistono e sono solo invenzioni degli uomini.
Ecco qui una raccolta delle dichiarazioni di guerra e delle manifestazioni di intenti per abrogare il diritto dei non credenti a esprimere liberamente il proprio pensiero.
CAMPAGNA ATEI BUS: IGP, CONCESSIONE PUBBLICITÀ NON SCONTATA
«Abbiamo appreso quale fosse il messaggio destinato allo spazio
pubblicitario dei due autobus dell’Amt di Genova leggendo i giornali
oggi, anche perché la prenotazione degli spazi era stata appena fatta»:
a parlare è Marco Fabiani, product manager della IGPDecaux, impresa che
si occupa di spazi pubblicitari, con sede a Milano. Secondo quanto
spiegato, l’ordine con la prenotazione degli spazi, «due autobus
integrali a Genova per la giornata del 4 febbraio» è arrivato ieri,
attraverso l’agenzia che cura l’Unione degli atei e degli agnostici
razionalisti (Uaar). «L’iter è all’inizio – spiega Fabiani – e secondo
la consuetudine le bozze grafiche col messaggio arrivano solo in un
secondo momento. Per questo non sapevamo niente. Comunque abbiamo
sollecitato l’invio dei bozzetti che dovrebbero arrivarci il 19 gennaio.
Il contenuto verrà analizzato sulla base di quanto prescrive il Codice
di autodisciplina pubblicitaria che in materia di religioni indica come
il messaggio non debba recare offesa». Ci saranno vari stadi di
valutazione sulla concessione degli spazi che come sottolinea Fabiani
«non è scontata», e la decisione finale potrebbe addirittura spettare
all’amministratore delegato della società, Fabrizio Du Chene.
CAMPAGNA ATEI BUS: ISLAMICI ED EBREI, GESTO FOLKLORISTICO
Sono un «gesto folkloristico» le scritte pubblicitarie commissionate su
due autobus urbani di Genova dall’Unione degli atei, degli agnostici e
razionalisti: per una volta è all’unisono il commento di musulmani ed
ebrei. Per Yunus Distefano, portavoce della CO.RE.IS. (Comunità
Religiosa Islamica) Italiana si tratta di un gesto «eclatante»,
«folkloristico», del quale «non si sentiva il bisogno» e che «lascia
qualche perplessita»`. E Giuseppe Momigliano, rabbino capo della
Comunita? ebraica di Genova, l’ha definito «un gesto folkloristico non
rilevante». Per Distefano sarebbe più utile «privilegiare il confronto
ed il dialogo costruttivo, tra credenti e non credenti, sia sul piano
culturale che politico, per migliorare la società nella quale viviamo»
piuttosto che «comunicare che Dio non esiste». Inoltre, ha aggiunto, «la
dimensione della fede non andrebbe sventolata ideologicamente né dai
credenti né da coloro che non credono». Distefano, ha poi affermato che
«viviamo in una società fin troppo materialistica» nella quale «andrebbe
ricercata semmai una maggiore spiritualità ed una autentica sacralita»`.
?`In fondo – ha aggiunto – penso che anche queste persone sono convinte
che Dio esiste, altrimenti non spenderebbero soldi per dipingere gli
autobus?`. Per il rabbino Momigliano, ?`una persona si forma la propria
opinione?` con ?`la riflessione, lo studio e la ricerca?`. Pertanto, ha
aggiunto, ?`non credo che una persona che abbia una sua maturita? di
pensiero si faccia influenzare da una scritta su di un autobus”. «È un
aspetto folcloristico – ha aggiunto – che non mi sembra molto rilevante».
CAMPAGNA ATEI BUS: CARLUCCI (PDL), INIZIATIVA SGRADEVOLE
«La campagna pubblicitaria che sponsorizza l’ateismo su alcuni autobus
pubblici di Genova è assolutamente sgradevole e fuori luogo». Lo afferma
Gabriella Carlucci (Pdl), vicepresidente della Commissione Infanzia.
«Una provocazione offensiva per molti cittadini cattolici, utenti del
servizio di trasporto pubblico, che si vedono costretti a sopportare
slogan e volgare ironia sui propri simboli religiosi. L’amministrazione
di sinistra avrebbe fatto bene a negare l’autorizzazione a questa
pagliacciata. La propria libertà finisce dove inizia quella degli altri.
Reclamizzare l’ateismo in una città a forte maggioranza cattolica, nella
città del Presidente della Cei, il cardinale Bagnasco, è sicuramente un
idea di pessimo gusto. Sponsorizzare la propria fede offendendo la
religione altrui – ha concluso – è un fatto estremamente grave che deve
essere assolutamente stigmatizzato».
CAMPAGNA ATEI BUS: GASPARRI, CAMPAGNA SCONCERTA E RATTRISTA
«La libertà di pensiero è sacrosanta, ma la campagna pubblicitaria a
pagamento sull’ateismo ospitata sugli autobus di Genova sconcerta e
rattrista. Forse bisognerebbe avere il coraggio di affittare gli stessi
spazi scrivendo quello che si ha diritto di pensare del sindaco di
Genova e dei gestori della società di trasporti della città ligure. Ma
il giudizio sarebbe inevitabilmente offensivo e quindi non potrebbe
essere espresso. Tra manifestazioni politico-religiose dei
fondamentalisti islamici nelle piazze di Milano e di Bologna e
propagande di ateismo, l’inizio d’anno dell’Italia cattolica non è
certamente positivo». Lo dichiara il presidente del Pdl al Senato,
Maurizio Gasparri.
CAMPAGNA ATEI GENOVA: GALAN, DE ANDRÈ ABBIA PIETÀ SINDACO
Pollice verso del presidente del Veneto Giancarlo Galan al sindaco di
Genova e alla campagna a favore dell’ateismo sugli autobus.
«Che Fabrizio De Andrè – dice Galan – abbia pietà degli autobus della
città ligure, del sindaco Marta Vincenzi e dei `signori benpensanti?,
piccoli borghesi di destra e di sinistra». «Che De Andrè non se ne abbia
più di tanto – precisa Galan – per quanto va dicendo il sindaco
Vincenzi, che meschinamente usa le celebrazioni per il decennale della
morte del grande poeta e musicista per nascondere la miseria dei suoi
autobus, costretti a portare per le strade del capoluogo ligure scritte
del genere `Dio non esiste?, oppure : c’è una buona notizia, di Dio `non
hai bisogno?». Per Galan, De Andrè sapeva «con assoluta certezza che i
`signori benpensanti?, da lui assai poco amati, si annidavano (e si
annidano) sia a destra che a sinistra. Ora, a sinistra di piccoli
borghesi `benpensanti? ce ne sono per davvero troppi, anche attorno alle
celebrazioni per De Andrè. In ogni caso, chi conosce e rispetta il
grandissimo poeta e musicista – aggiunge – sa che fu lui a cantare
`Preghiera in gennaio?, dove si dice: `Dio di misericordia, il tuo
paradiso lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorrisi”.
E in `Si chiamava Gesu?` sempre De Andre? canta una specie di laude
religiosa medioevale». Galan ricorda poi che ne nella «Buona Novella» De
Andrè «ha fatto del dolore di Giuseppe e Maria e del loro figlio
crocefisso un monumento alle violenze più lugubri subite dall’umanità
nel corso dei secoli». «In breve, Genova – conclude Galan, dicendo di
condividere anche le critiche alla trasmissione di Fabio Fazio – poteva
ben risparmiarci queste banalissime volgarità, nient’affatto laiche, ma
soprattutto ci sia risparmiata l’ ignoranza di chi non sa che cosa ha
significato per De Andrè il messaggio rivoluzionario, mai benpensante,
contenuto nei Vangeli».
CAMPAGNA ATEI GENOVA: BORNACIN (PDL) E PLINIO (AN) AMT DICA NO
Il Sen. Giorgio BORACIN ed il Capogruppo Regionale AN Gianni PLINIO
hanno scritto alla Presidenza di AMT di Genova invitandola a respingere
la richiesta dell’Unione degli Atei per una campagna pubblicitaria a
favore dell’ateismo sugli autobus cittadini in quanto provocatoria e di
cattivo gusto. “Vogliamo sperare nel buon senso del Presidente di AMT e
della Sindaca Vincenzi -hanno detto BORNACIN e PLINIO. Un conto è il
diritto ad esprimere la propria opinione in libertà, altra cosa è
mettere in atto una provocazione nei confronti del Presidente della CEI
il Cardinale Angelo Bangasco come ha dichiarato lo stesso promotore
dell’iniziativa. Siamo fermamente convinti che provocazioni sconsiderate
di questo tipo su mezzi pubblici e carnevalate blasfeme come il prossimo
Gay Pride -cui le Istituzioni stanno ignobilmente conferendo il proprio
patrocinio- non giovino a nessuno né tantomeno ad un confronto serio ed
all’immagine della città di Genova”.
CAMPAGNA ATEI GENOVA: F.I. «PROVOCAZIONE INUTILE E DI CATTIVO GUSTO»
«E’ inaccettabile che la Sindaca Vincenzi permetta manifestazioni che
provocano quanto meno disagio nella maggior parte dei cittadini genovesi
– dichiarano i componenti del Gruppo Regionale di Forza Italia,
Gabriele Saldo Matteo Rosso Gino Garibaldi Luigi Morgillo -. “Questa è
l’ennesima offesa per i credenti, che si pone, stando alle dichiarazioni
dello stesso presidente dell’Uaar, come “una specie di sfida atea in
casa di Bagnasco reo di ostacolare il gay Pride del 13 giugno».
Ci sembra pertanto evidente che la campagna pubblicitaria dei bus
anticlericali, per come è stata impostata dai promotori genovesi, non
sia altro che un attacco alla Cei e alle istituzioni religiose
cattoliche, poiché, secondo noi, l’Uaar riduce in modo strumentale la
questione dell’identificazione della fede e dell’esistenza di dio con il
cattolicesimo, al solo scopo di contestarlo” attacca Matteo Rosso.
«Siamo fermamente convinti del rispetto delle intime convinzioni di
ciascuno, ma troviamo indecente che si dia l a possibilità di
pubblicizzare sugli autobus una campagna mirata a minare i principi di
fede, che accomunano per una volta cattolici e non, perché nonostante le
differenze evidenti tutte le religioni pongono a proprio fondamento
l’esistenza di Dio. E riteniamo che i bus antiDio siano un’offesa a
tutti i credenti, di tutte le religioni. Inoltre, riteniamo che si
tratti di un messaggio assolutamente diseducativo anche per i più
giovani e chiediamo un intervento della Sindaca a difesa della pluralità
delle idee e dei convincimenti dei cittadini. Infine -concludono i
Consiglieri azzurri- abbiamo richiesto all’AMT copia del contratto
stipulato tra l’Azienda e l’Associazione Atei per fare verificare la
piena legalità dello stesso e per verificare se è vero quanto afferma il
Presidente della AMT Sessarego che non può essere rescisso».

Se la campagna verrà bloccata mi metterò io stesso a diffondere a mie spese lo slogan porta a porta nelle buche delle lettere a quanta più gente è possibile. E spero che in tanti mi emulino.
Se le gerarchie cattoliche sono furbe come molti credono non chiederanno di cancellare l’iniziativa dell’UAAR. Almeno ufficialmente. Il ruolo delle vittime lo vogliono per sè in esclusiva e rischierebbero di passare per persecutori. E’ più facile che siano i politicanti clericali a pretendere e ottenere che quei due bus atei non escano dai depositi.
Le mie magliette , caro Giulio, sono troppo costose per inserire scritte e/o simili.
Spiace che l’iniziativa sia stata definita folcloristica, ma per evitarlo forse bisognava rivolgersi a dei professionisti che si occupano di relazioni pubbliche.
Chissa, forse invece che degli autobus sarebbe stato più opportuno (e più rilevante) occuparsi di “ciccia”. Ad esempio l’annoso problema degli stipendi agli insegnanti di religione nelal scuola pubblica. Oppure la campagna di informazione dell’8 per mille che l’UAAR cura così bene (al punto che si è registrato un discreto successo).
Il dibattito teologico, per me, è bene che rimanga nel privato piuttosto che sugli autobus.
Penso anche io che se si vogliono fare manifestazioni esterne bisogna procurarsi un pò di soldi e assumere dei professionisti che se ne occcupino. Ho visto qualche servizio in tv e soprattutto letto le notizie sui giornali con l’intervista a Cazzoli che ha fatto un casino immenso tra ateismo laicismo gay pride. Mi è sembrato poi che il sindaco di Genova abbia confuso ancora di più le cose col dibattito su Dio. L’idea comunque è carina molto, ma credo che doveva essere rivelata solo il giorno che uscivano i bus.
Però Giulio non trovi che sia un pò inquietante il silenzio “laico” sulle preghiere musulmane?
Speriamo di poter continuare in questa battaglia tra titani a poter essere, come del resto la maggior parte del mondo, indifferente ai proble,mi teologici.
Voi non tutti del’uaar non vi state accorgendo che la guerra da Gaza Israele si sta trasferendo in tutto il mondo, io ho visto in tv a Milano un grosso esercito di musulmani bruciare bandiere e alzare armi di distruzione, gli eserciti sono mobilitati in altri posti del mondo. Io da non credente ho paura di dire che non credo,perchè la guerra è rivolta anche contro di me e ho paura di dire che per la pace nel mondo bisogna uccidere tutti gli dei, perchè sono loro che fomentano guerre. Questo io l’ho avverto da tremila anni che si fanno guerra e il motivo è sempre quello il loro dio è il più grande.