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	<title>Commenti a: 13/01/09 &#8211; Israele, Gaza, gerarchie cattoliche, D&#8217;Alema, gli Usa. E l&#8217;Europa ?</title>
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	<description>Ateismo è libertà</description>
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		<title>Di: Tim</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-608</link>
		<dc:creator>Tim</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 15:55:49 +0000</pubDate>
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		<description>Non credo che Israele possa fidarsi dell&#039;Europa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che Israele possa fidarsi dell&#8217;Europa</p>
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		<title>Di: Marianne</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-606</link>
		<dc:creator>Marianne</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 14:04:03 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo con tati, ma le soluzioni vanno cercate al di là del generico orrore. Stringersi le mani e sfilare con le bandiere non serve anche se per troppo tempo ci si è cullati in questa realtà. la proposta del sig. Lubrano dovrebbe trovare un più ampio di battitto . Confido che Pannella e Bonino provino a riparlarne con forza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo con tati, ma le soluzioni vanno cercate al di là del generico orrore. Stringersi le mani e sfilare con le bandiere non serve anche se per troppo tempo ci si è cullati in questa realtà. la proposta del sig. Lubrano dovrebbe trovare un più ampio di battitto . Confido che Pannella e Bonino provino a riparlarne con forza.</p>
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		<title>Di: tati</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-603</link>
		<dc:creator>tati</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 11:34:27 +0000</pubDate>
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		<description>BASTA!NON E&#039; PIU&#039; TEMPO PER CERCARE LE COLPE I FATTI SONO MOLTO CHIARI.  I CIVILI STRAZIATI E DISPERATI CHE CADONO IN MANO AD ASSOCIAZIONI CHE PROMUOVONO LA GUERRA E IL TERRORISMO E&#039; A LORO CHE DOBBIAMO RIVOLGERE IL NOSTRO INTERESSE LE NOSTRE CURE. OGGI CI SONO FIGLI DI ISRAELE E FIGLI DELLA PALESTINA CHE MUOIONO SOTTO LE BOMBE AL FOSFORO E IN ATTENTATI KAMIKAZE. IL LORO DOLORE E&#039; COSì GRANDE CHE HA EFFETTI A LIVELLO GLOBALE OGNI GUERRA NEL MONDO OGGI E&#039; FIGLIA E SORELLA DEL CONFLITTO TRA ISRAELE E PALESTINA. OGNI ATTO DI OCCUPAZIONE E REPRESSIONE SEMBRA POSSIBILE PERCHE&#039; DAL 1948 NESSUNA ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE E&#039; STATA CAPACE DI RISOLVERE IL PROBLEMA &quot;LA QUESTIONE PALESTINESE&quot;.  VANNO GARANTITE LA LIBERTA&#039; E LA SICUREZZA DI ENTRAMBI I POPOLI. CHE ENTRAMBI ABBIANO QUESTA TERRA DI NESSUNO MA IN PARTI UGUALI E CON UGUALI DIRITTI.SIAMO TUTTI POPOLI INVASORI SE NEL PAESE IN CUI VIVIAMO NON GARANTIAMO LA PACE LA LIBERTA&#039; E IL RISPETTO PER LE PERSONE CHE CI VIVONO. META&#039; PER UNO ANCHE UN BAMBINO LO CAPIREBBE.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>BASTA!NON E&#8217; PIU&#8217; TEMPO PER CERCARE LE COLPE I FATTI SONO MOLTO CHIARI.  I CIVILI STRAZIATI E DISPERATI CHE CADONO IN MANO AD ASSOCIAZIONI CHE PROMUOVONO LA GUERRA E IL TERRORISMO E&#8217; A LORO CHE DOBBIAMO RIVOLGERE IL NOSTRO INTERESSE LE NOSTRE CURE. OGGI CI SONO FIGLI DI ISRAELE E FIGLI DELLA PALESTINA CHE MUOIONO SOTTO LE BOMBE AL FOSFORO E IN ATTENTATI KAMIKAZE. IL LORO DOLORE E&#8217; COSì GRANDE CHE HA EFFETTI A LIVELLO GLOBALE OGNI GUERRA NEL MONDO OGGI E&#8217; FIGLIA E SORELLA DEL CONFLITTO TRA ISRAELE E PALESTINA. OGNI ATTO DI OCCUPAZIONE E REPRESSIONE SEMBRA POSSIBILE PERCHE&#8217; DAL 1948 NESSUNA ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE E&#8217; STATA CAPACE DI RISOLVERE IL PROBLEMA &#8220;LA QUESTIONE PALESTINESE&#8221;.  VANNO GARANTITE LA LIBERTA&#8217; E LA SICUREZZA DI ENTRAMBI I POPOLI. CHE ENTRAMBI ABBIANO QUESTA TERRA DI NESSUNO MA IN PARTI UGUALI E CON UGUALI DIRITTI.SIAMO TUTTI POPOLI INVASORI SE NEL PAESE IN CUI VIVIAMO NON GARANTIAMO LA PACE LA LIBERTA&#8217; E IL RISPETTO PER LE PERSONE CHE CI VIVONO. META&#8217; PER UNO ANCHE UN BAMBINO LO CAPIREBBE.</p>
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		<title>Di: Sonia</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-601</link>
		<dc:creator>Sonia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 09:26:56 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che il comportamento dei filopalestinesi italiani nuoccia gravemente alla vita dei palestinesi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che il comportamento dei filopalestinesi italiani nuoccia gravemente alla vita dei palestinesi.</p>
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		<title>Di: Anonimo</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-598</link>
		<dc:creator>Anonimo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 07:26:30 +0000</pubDate>
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		<description>http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3651784,00.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3651784,00.html" rel="nofollow">http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-3651784,00.html</a></p>
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		<title>Di: Tiziana</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-597</link>
		<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 07:17:25 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d’accordo con Stefania quando dice che D’Alema cerca vie alte per tagliare i ponti. Ma credo anche, come dice Antonio Polito sul Riformista , che l’orgoglio intellettuale gli fa credere più nobile spezzarsi che piegarsi. Inoltre dimentica che le trattative, che con tutta evidenza gestiva fino ad un anno fa dalla Farnesina, questo hanno prodotto.
Lubrano  col suo ottimismo è ancora troppo avanti , come Pannella che ha sempre ragione troppo presto. 
Devo dire però che sono amareggiata delusa e anche peggio dal mondo cosiddetto laico/ateo che si muove sui siti e blog sedicenti amici. Israele è l’unico paese laico e democratico del medioriente, dove quando i governi sbagliano – e sbagliano – sono sottoposti al giudizio degli elettori, dove la libertà di informazione è acclarata, dove i militari che si sono macchiati vengono sottoposti al giudizio di tribunali indipendenti, dove è garantita la libertà religiosa e i diritti civili, insomma , si preferisce parteggiare per chi prova a introdurre la sharia preferendo fare i filopalestinesi (dimostrandolo magari boicottando i commercianti ebrei o tirando la vernice sulle sinagoghe) e mandando alle ortiche i palestinesi. Di più, gruppi che stigmatizzano le gerarchie vaticane anche quando alla vecchina di Vigata cade un ostensorio in testa, si sono ben guardati dal segnalare la dispari posizione del Vaticano. Tra l’altro particolarmente grave non per il noto sentimento antigiudaico del cattolicesimo ma per una evidente paura dell’avanzata islamica.  Ma questo è uno dei motivi per cui il laicismo perde. 
Quanto alle destre italiane compattamente pro-Israele, immagino che sia un po’ il meccanismo del corpo umano. Il posto lasciato vuoto viene subito riempito dagli altri organi. Comunque sono concorde che Israele in Europa sarebbe uno choc di modernità e laicismo che, forse, solo la Gran Bretagna potrebbe tollerare.
Saluti e grazie a quelli che hanno contribuito al dibattito,
Tiziana</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d’accordo con Stefania quando dice che D’Alema cerca vie alte per tagliare i ponti. Ma credo anche, come dice Antonio Polito sul Riformista , che l’orgoglio intellettuale gli fa credere più nobile spezzarsi che piegarsi. Inoltre dimentica che le trattative, che con tutta evidenza gestiva fino ad un anno fa dalla Farnesina, questo hanno prodotto.<br />
Lubrano  col suo ottimismo è ancora troppo avanti , come Pannella che ha sempre ragione troppo presto.<br />
Devo dire però che sono amareggiata delusa e anche peggio dal mondo cosiddetto laico/ateo che si muove sui siti e blog sedicenti amici. Israele è l’unico paese laico e democratico del medioriente, dove quando i governi sbagliano – e sbagliano – sono sottoposti al giudizio degli elettori, dove la libertà di informazione è acclarata, dove i militari che si sono macchiati vengono sottoposti al giudizio di tribunali indipendenti, dove è garantita la libertà religiosa e i diritti civili, insomma , si preferisce parteggiare per chi prova a introdurre la sharia preferendo fare i filopalestinesi (dimostrandolo magari boicottando i commercianti ebrei o tirando la vernice sulle sinagoghe) e mandando alle ortiche i palestinesi. Di più, gruppi che stigmatizzano le gerarchie vaticane anche quando alla vecchina di Vigata cade un ostensorio in testa, si sono ben guardati dal segnalare la dispari posizione del Vaticano. Tra l’altro particolarmente grave non per il noto sentimento antigiudaico del cattolicesimo ma per una evidente paura dell’avanzata islamica.  Ma questo è uno dei motivi per cui il laicismo perde.<br />
Quanto alle destre italiane compattamente pro-Israele, immagino che sia un po’ il meccanismo del corpo umano. Il posto lasciato vuoto viene subito riempito dagli altri organi. Comunque sono concorde che Israele in Europa sarebbe uno choc di modernità e laicismo che, forse, solo la Gran Bretagna potrebbe tollerare.<br />
Saluti e grazie a quelli che hanno contribuito al dibattito,<br />
Tiziana</p>
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	<item>
		<title>Di: Lubrano</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-596</link>
		<dc:creator>Lubrano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2009 07:15:45 +0000</pubDate>
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		<description>La proposta mirante ad inserire lo Stato di Israele nell’Ue,  sul solco dell’idea lanciata da Marco Pannella, ha provocato un dibattito interessante e intelligente. Premesso che considero assolutamente positivo il fatto che si possa pensare con il proprio cervello e negativo che ci si richiami sempre e soltanto ad altrui posizioni, osservo che l’antica proposta del leader radicale aveva il torto – capita spesso che aver ragione subito induca altri a bollarti da visionario – di essere stata elaborata in un momento evidentemente non propizio. Momento che, agli occhi di chi scrive, per gli eventi in corso sembra certamente più favorevole.  Un po’ di lucida follia deve aiutare la forza dell’idea che se rimane circoscritta nella testa di chi la rimugina, sempre lì dentro resterà blindata.  E darle un minimo di visibilità aiuta, stimola il confronto, cerca di fare uscire dai vecchi e logori e antistorici schemi e/o steccati.  Sono del parere che se è indispensabile l’ingresso di Israele nell’Ue , è parimenti essenziale ridiscutere la politica italiana verso certi paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che ci sono dirimpettai. Mi riferisco alla Libia. Soldi alla Libia per cancellare il passato coloniale  e per impedire che quel governo agevoli le carrette cariche di migliaia di disgraziati per lo sbarco a Lampedusa? Benissimo , ma allora analogo impegno il governo (da cui dipende anche la politica estera) italiano lo deve prendere per il si ad Israele tra gli Stati europei. Poiché la politica si fa con le forze che ci sono e i governi (Berlusconi Prodi, fa lo stesso) che la maggioranza degli elettori manda al potere.  Ai governi penso si debba chiedere realismo, nella politica interna come in quella estera. Ed equilibrio. Anche perché l’Europa  ha molto da farsi perdonare da tutti gli ebrei. E’ vero che l’ex Germani nazista , quella occidentale, rimborsò con un tot di miliardi di marchi i “danni” arrecati alle tante comunità. Ma pensare di risolvere tutto con un rimborso non mi pare la soluzione politica più adatta. Né, insisto, serve che ogni 27 gennaio  da un lato ci si batta il petto e poi il giorno dopo si tace sulle bandiere bruciate.  Il problema è tutto politico e ci vorrà pazienza pazienza pazienza. Provocare un ampio dibattito, fare uscire allo scoperto chi veramente ha a cuore il futuro di Israele, in cui vivono tanti italiani , francesi, inglesi, belgi , russi…  , non farsi intimidire o soggiogare dalle posizioni pro Hamas, pro Iran,  posizioni espresse autorevolmente anche da ex ministri degli Esteri. Però anche Israele deve fare da sponda, a prescindere da chi vincerà le prossime, e imminenti, elezioni. Tenere il punto, ohibò 
Lubrano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La proposta mirante ad inserire lo Stato di Israele nell’Ue,  sul solco dell’idea lanciata da Marco Pannella, ha provocato un dibattito interessante e intelligente. Premesso che considero assolutamente positivo il fatto che si possa pensare con il proprio cervello e negativo che ci si richiami sempre e soltanto ad altrui posizioni, osservo che l’antica proposta del leader radicale aveva il torto – capita spesso che aver ragione subito induca altri a bollarti da visionario – di essere stata elaborata in un momento evidentemente non propizio. Momento che, agli occhi di chi scrive, per gli eventi in corso sembra certamente più favorevole.  Un po’ di lucida follia deve aiutare la forza dell’idea che se rimane circoscritta nella testa di chi la rimugina, sempre lì dentro resterà blindata.  E darle un minimo di visibilità aiuta, stimola il confronto, cerca di fare uscire dai vecchi e logori e antistorici schemi e/o steccati.  Sono del parere che se è indispensabile l’ingresso di Israele nell’Ue , è parimenti essenziale ridiscutere la politica italiana verso certi paesi che si affacciano sul Mediterraneo e che ci sono dirimpettai. Mi riferisco alla Libia. Soldi alla Libia per cancellare il passato coloniale  e per impedire che quel governo agevoli le carrette cariche di migliaia di disgraziati per lo sbarco a Lampedusa? Benissimo , ma allora analogo impegno il governo (da cui dipende anche la politica estera) italiano lo deve prendere per il si ad Israele tra gli Stati europei. Poiché la politica si fa con le forze che ci sono e i governi (Berlusconi Prodi, fa lo stesso) che la maggioranza degli elettori manda al potere.  Ai governi penso si debba chiedere realismo, nella politica interna come in quella estera. Ed equilibrio. Anche perché l’Europa  ha molto da farsi perdonare da tutti gli ebrei. E’ vero che l’ex Germani nazista , quella occidentale, rimborsò con un tot di miliardi di marchi i “danni” arrecati alle tante comunità. Ma pensare di risolvere tutto con un rimborso non mi pare la soluzione politica più adatta. Né, insisto, serve che ogni 27 gennaio  da un lato ci si batta il petto e poi il giorno dopo si tace sulle bandiere bruciate.  Il problema è tutto politico e ci vorrà pazienza pazienza pazienza. Provocare un ampio dibattito, fare uscire allo scoperto chi veramente ha a cuore il futuro di Israele, in cui vivono tanti italiani , francesi, inglesi, belgi , russi…  , non farsi intimidire o soggiogare dalle posizioni pro Hamas, pro Iran,  posizioni espresse autorevolmente anche da ex ministri degli Esteri. Però anche Israele deve fare da sponda, a prescindere da chi vincerà le prossime, e imminenti, elezioni. Tenere il punto, ohibò<br />
Lubrano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sofia Umani Ronchi</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-592</link>
		<dc:creator>Sofia Umani Ronchi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 12:55:53 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me in Europa prima Isrele, e poi magari anche la Palestina</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me in Europa prima Isrele, e poi magari anche la Palestina</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-586</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 07:35:04 +0000</pubDate>
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		<description>Lettera di Victor Magiar pubblicata sul Corriere della Sera. 


Caro direttore, chi ha dormito almeno una volta in un campo profughi palestinese sa che è una menzogna confondere il popolo palestinese con Hamas.
Il colonialismo non ha solo il volto cinico e razzista dell&#039;europeo predatore, ma può avere anche quello ipocrita, e comunque razzista, dell&#039;europeo benevolo, dallo sguardo pietoso e indulgente verso altri popoli considerati incapaci di prendere in mano il proprio destino.
Così, i colonialisti dal volto umano non vogliono vedere la più evidente delle verità: una parte del popolo palestinese ha scelto di risolvere la propria condizione di oppressione usando gli strumenti della politica e del compromesso, un&#039;altra parte, minoritaria, ha scelto la via della guerra totale, della nuova «soluzione finale» per gli ebrei in Medio Oriente e nel resto del mondo.
Rimango sempre allibito quando sento dire che la condizione di occupazione (o in generale quella di oppressione o sofferenza) debba inevitabilmente sfociare in scelte radicali: non è vero. È possibile invece esprimere altre posizioni e individuare altre vie: questo è il dibattito che ha attraversato la società palestinese in questi decenni e che trova nella nell&#039;ANP e in Mahmoud Abbas la sua più avanzata rappresentazione.
Del resto (smascheriamo un&#039;altra manipolazione) la posizione rappresentata da Hamas non si può definire radicale, ma fanatica, razzista e totalitaria.
È ormai insopportabile sentir recitare il solito mantra che la pace fra israeliani e palestinesi non è stata raggiunta per responsabilità di «entrambe le parti»: dal 2000 la pace è in ostaggio della multinazionale dell&#039;integralismo islamico e nessuno in questi anni ha realmente aiutato Al-Fatah a contrastare Hamas, anzi… Nel mondo musulmano importanti finanziatori hanno ingrassato Hamas a dismisura, in Europa politici e «attivisti», mascherati da campioni della realpolitik, hanno fatto di tutto per farci digerire il mostro integralista.
Questa, secondo me, la massima responsabilità dei manipolatori della parola più sacra ad ebrei e musulmani: pace. Quando Hamas si è impossessata di Gaza decimando per le strade i militanti di Al-Fatah, i loro dirigenti e i loro parenti, bambini inclusi, 
(www.youtube.com/watch?
v=7_OGhj43GAE) nessun presunto «amico del popolo palestinese» ha fiatato, nessuno ha formato delegazioni di pacifisti o di parlamentari per fermare i golpisti e il loro eccidio fraterno.
Così come non li abbiamo visti andare da Hamas a chiedere di smettere il lancio dei missili (… e a dire il vero non li abbiamo visti nemmeno protestare per altre tragedie in altre parti del mondo).
No. Il colonialista dal volto umano ha sempre la stessa risposta pronta: «poveretti bisogna capirli… hanno tanto sofferto» e quindi è loro concesso tutto. In realtà è a Hamas che concedono tutto, al popolo palestinese rimane solo una sanguinaria dittatura.
Siamo ormai al paradosso: in Europa le strade si gonfiano di urla che confondono la tragedia palestinese con il disegno di Hamas, che vuole la tragedia, mentre nel mondo arabo si attende con ansia la caduta di Hamas, la cui sconfitta militare e politica potrà aprire nuovi scenari.
Immagino già la risposta, il solito mantra: la soluzione è politica! Certo, ma la soluzione politica ci sarà solo a condizione della sconfitta del ricatto militare.
Chi crede nella violenza ha un suo codice culturale e psicologico: Hamas ha interpretato la pazienza di Israele come segno di debolezza.
Dopo 8 anni di missili Israele non solo ha risposto, ma ha spiegato a Hamas, Hizb-Allah e Iran, che è ancora uno Stato solido e forte, che la loro violenza non paga.
Invece di raccogliersi ad Assisi per fare proclami sul destino del mondo, vadano i pacifisti a Sderot e a Gaza: spieghino loro a Hamas che la soluzione è solo politica. Spieghino che deve rinunciare alla violenza contro Israele, Al-Fatah e i palestinesi.
Spieghino ai cittadini del sud di Israele che possono fare affidamento anche sull&#039;opinione pubblica europea, e non solo su Tzahal.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera di Victor Magiar pubblicata sul Corriere della Sera. </p>
<p>Caro direttore, chi ha dormito almeno una volta in un campo profughi palestinese sa che è una menzogna confondere il popolo palestinese con Hamas.<br />
Il colonialismo non ha solo il volto cinico e razzista dell&#8217;europeo predatore, ma può avere anche quello ipocrita, e comunque razzista, dell&#8217;europeo benevolo, dallo sguardo pietoso e indulgente verso altri popoli considerati incapaci di prendere in mano il proprio destino.<br />
Così, i colonialisti dal volto umano non vogliono vedere la più evidente delle verità: una parte del popolo palestinese ha scelto di risolvere la propria condizione di oppressione usando gli strumenti della politica e del compromesso, un&#8217;altra parte, minoritaria, ha scelto la via della guerra totale, della nuova «soluzione finale» per gli ebrei in Medio Oriente e nel resto del mondo.<br />
Rimango sempre allibito quando sento dire che la condizione di occupazione (o in generale quella di oppressione o sofferenza) debba inevitabilmente sfociare in scelte radicali: non è vero. È possibile invece esprimere altre posizioni e individuare altre vie: questo è il dibattito che ha attraversato la società palestinese in questi decenni e che trova nella nell&#8217;ANP e in Mahmoud Abbas la sua più avanzata rappresentazione.<br />
Del resto (smascheriamo un&#8217;altra manipolazione) la posizione rappresentata da Hamas non si può definire radicale, ma fanatica, razzista e totalitaria.<br />
È ormai insopportabile sentir recitare il solito mantra che la pace fra israeliani e palestinesi non è stata raggiunta per responsabilità di «entrambe le parti»: dal 2000 la pace è in ostaggio della multinazionale dell&#8217;integralismo islamico e nessuno in questi anni ha realmente aiutato Al-Fatah a contrastare Hamas, anzi… Nel mondo musulmano importanti finanziatori hanno ingrassato Hamas a dismisura, in Europa politici e «attivisti», mascherati da campioni della realpolitik, hanno fatto di tutto per farci digerire il mostro integralista.<br />
Questa, secondo me, la massima responsabilità dei manipolatori della parola più sacra ad ebrei e musulmani: pace. Quando Hamas si è impossessata di Gaza decimando per le strade i militanti di Al-Fatah, i loro dirigenti e i loro parenti, bambini inclusi,<br />
(www.youtube.com/watch?<br />
v=7_OGhj43GAE) nessun presunto «amico del popolo palestinese» ha fiatato, nessuno ha formato delegazioni di pacifisti o di parlamentari per fermare i golpisti e il loro eccidio fraterno.<br />
Così come non li abbiamo visti andare da Hamas a chiedere di smettere il lancio dei missili (… e a dire il vero non li abbiamo visti nemmeno protestare per altre tragedie in altre parti del mondo).<br />
No. Il colonialista dal volto umano ha sempre la stessa risposta pronta: «poveretti bisogna capirli… hanno tanto sofferto» e quindi è loro concesso tutto. In realtà è a Hamas che concedono tutto, al popolo palestinese rimane solo una sanguinaria dittatura.<br />
Siamo ormai al paradosso: in Europa le strade si gonfiano di urla che confondono la tragedia palestinese con il disegno di Hamas, che vuole la tragedia, mentre nel mondo arabo si attende con ansia la caduta di Hamas, la cui sconfitta militare e politica potrà aprire nuovi scenari.<br />
Immagino già la risposta, il solito mantra: la soluzione è politica! Certo, ma la soluzione politica ci sarà solo a condizione della sconfitta del ricatto militare.<br />
Chi crede nella violenza ha un suo codice culturale e psicologico: Hamas ha interpretato la pazienza di Israele come segno di debolezza.<br />
Dopo 8 anni di missili Israele non solo ha risposto, ma ha spiegato a Hamas, Hizb-Allah e Iran, che è ancora uno Stato solido e forte, che la loro violenza non paga.<br />
Invece di raccogliersi ad Assisi per fare proclami sul destino del mondo, vadano i pacifisti a Sderot e a Gaza: spieghino loro a Hamas che la soluzione è solo politica. Spieghino che deve rinunciare alla violenza contro Israele, Al-Fatah e i palestinesi.<br />
Spieghino ai cittadini del sud di Israele che possono fare affidamento anche sull&#8217;opinione pubblica europea, e non solo su Tzahal.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/01/13/618/comment-page-1/#comment-585</link>
		<dc:creator>Stefania</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 07:30:36 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Tiziana,

secondo me Massimo D’Alema ha tutte le intenzioni di radicalizzare lo scontro all’interno del PD. Lui è forte del successo che sta ottenendo con Red che aumenta i suoi iscritti al contrario del Pd, e infatti Veltroni non fa che sbuffare per i continui convegni della Fondazione Italianieuropei.  La nostalgia dei Ds, cioè di qualcosina di sinistra, deve essere cavalcata e magari prendere al laccio anche qualche scalmanato della sinistra estrema può far comodo.  Del resto se deciderà di rompere col Pd sarebbe per lui molto più nobile rompere su grandi questioni – e il medioriente lo è – piuttosto che per la vigilanza rai scucita a Nicola Latorre.

Quanto a Israele in Europa, il cav. Berlusconi è sufficientemente bizzarro per fare una proposta così  “pannelliana”. La domanda è : Israele ci starebbe? E se si  chi dei paesi europei potrebbe dire ok? 

Saluti a tutti i lettori di NoGod 

Stefania  Latorre</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Tiziana,</p>
<p>secondo me Massimo D’Alema ha tutte le intenzioni di radicalizzare lo scontro all’interno del PD. Lui è forte del successo che sta ottenendo con Red che aumenta i suoi iscritti al contrario del Pd, e infatti Veltroni non fa che sbuffare per i continui convegni della Fondazione Italianieuropei.  La nostalgia dei Ds, cioè di qualcosina di sinistra, deve essere cavalcata e magari prendere al laccio anche qualche scalmanato della sinistra estrema può far comodo.  Del resto se deciderà di rompere col Pd sarebbe per lui molto più nobile rompere su grandi questioni – e il medioriente lo è – piuttosto che per la vigilanza rai scucita a Nicola Latorre.</p>
<p>Quanto a Israele in Europa, il cav. Berlusconi è sufficientemente bizzarro per fare una proposta così  “pannelliana”. La domanda è : Israele ci starebbe? E se si  chi dei paesi europei potrebbe dire ok? </p>
<p>Saluti a tutti i lettori di NoGod </p>
<p>Stefania  Latorre</p>
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