Come predicano bene e come razzolano i paladini del precariato.
Riceviamo dal nostro amico Giancarlo Fornari questo bel commento pubblicato sul suo sito www.contrappunti.info. :
“”" A margine del preoccupato intervento di Benedetto XVI in favore dei precari (“Occorre assicurare condizioni dignitose di lavoro per questi giovani” – ha proclamato ieri celebrando i 40 anni della messa di Paolo VI all’Italsider, e naturalmente tutti, sindacalisti e politici, si sono subito inginocchiati riverenti: “un monito che dobbiamo accogliere”) La Stampa ha pubblicato il commento di una precaria del Vaticano, Valeria Pireddu, 25 anni, hostess dell’Opera romana pellegrinaggi. “Peccato, ha detto, che l’esperienza concreta mia e di una quarantina di mie colleghe sia tutt’altra”. Per un anno la ragazza ha lavorato negli autobus turistici di “Roma Cristiana” in condizioni di autentico sfruttamento, senza contratto né busta paga né assistenza di malattia né contributi previdenziali e assicurativi. “C’è una cappa di ipocrisia, ha accusato, che ben conosce chi abbia sperimentato il lavoro quotidiano con il Vaticano”. “Quella che mi colpisce di più è l’incoerenza tra i valori proclamati e la prassi quotidiana”. “Sono rimasta tanto più ferita da come per un anno intero ho visto negati quei diritti basilari e quelle tutele minime che ora giustamente il Pontefice invoca per tutti e chiede ai governi di applicare”. La Pireddu, che lavorava in nero per poco più di 6 euro l’ora, ha dovuto avviare una vertenza presso l’Ispettorato del lavoro per cercare di ottenere il compenso che le sarebbe spettato in base alla legislazione italiana.

Ma no, non è che il Vaticano sfrutta la gente.
É che loro sono abituati a far lavorare le suore (i frati forse un po’ meno), senza contratto, senza contributi previdenziali, senza busta paga, in cambio di vitto e alloggio (+ assistenza sanitaria pagata dagli Italiani), solo che loro non lo chiamano “sfruttamento” ma “obbedienza”.
Semplicemente applicano anche ai laici lo stesso trattamento, solo che questi ultimi, mettendo al primo posto l’uomo e non dio ed essendo infarciti di relativismo, invece di ringraziare si lamentano!