22/12/08 – Voglio dipingere di rosso la mia stanza/appena parti lo farò…

E’ stato sgradevole il coro di no che si è levato da più parti – rigorosamente bipartisan – che ha accolto la proposta Brunetta sull’equiparazione tra uomini e donne dell’età della pensione. Proposta che, per quanto concerne i dipendenti del pubblico impiego, è atto dovuto dopo l’ennesimo richiamo dell’Europa.
La pensione anticipata per le donne è un premio di consolazione per far inghiottire le discriminazioni, un “voto” di scambio. Non ti viene dato quello a cui hai diritto, come la parità economica e di carriera, ma hai la pensione prima. Apparentemente il vantaggio è per tutti: delle donne, che amareggiate di non aver dedicato tempo ai figli hanno qualche anno per riservargli ancora un po’ di vita attiva, e della società che così non deve occuparsi del sostegno alle giovani mamme che utilizzano le nonne. E’ praticamente la stessa logica degli ammortizzatori sociali che non da niente ai giovani che vengono aiutati dai genitori e dai nonni.
La scandalosa iniquità risiede nel fatto che lo Stato sociale non manca, solo si fa il trasferimento di denaro sul prepensionamento piuttosto che sui giovani. Sul prepensionamento piuttosto che sui servizi che – ahimè – ancora oggi sono a carico delle donne. Che, praticamente e psicologicamente non potranno mai liberarsi dall’handicap (spesso lo è) della famiglia di origine che in parte supplisce all’accudimento dei bambini (che riprenderà tutto con gli interessi quando la prepensionata dovrà prestare assistenza ai genitori). Mandare in pensione le donne che hanno più figli come proposto da qualche ministro buontempone (per non usare termini più crudi), è assolutamente caricaturale, mentre sarebbe meglio avere dei bei nidi e delle belle scuole che non dosino l’orario sulla vita della casalinga del mulino bianco. Inoltre, questo permanere della diversa età del pensionamento femminile, sembra essere un modo (culturale e simbolico) per equiparare la differenza femminile come debolezza che ha bisogno di tutela. Ovviamente le differenze tra femmine e maschi esistono, ed è giusto che le leggi ne tengano conto. Ma non per perpetrare la debolezza delle donne sul mercato del lavoro, ma piuttosto per equiparare le opportunità e le carriere. Le donne non hanno bisogno di tutela, ma che vengano riconosciuti i loro diritti, come del resto succede negli altri paesi europei.

Tiziana Ficacci, per  www.nogod.it

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16 Commenti a “22/12/08 – Voglio dipingere di rosso la mia stanza/appena parti lo farò…”

  1. Miriam scrive:

    Anche io ho trovato umilianti gli escamotage della ministra ombra Vittoria Franco. Mai da quella parte , che ho votato da sempre, una parola a favore delle donne.

  2. Franca scrive:

    In realtà le donne al lavoro non sono ben viste, le tutele che a chiacchiere vengono date non si traducono mai nel rispetto per le vere esigenze delle donne

  3. Lopinto scrive:

    Io credo che Brunetta difficilmente riuscirà a tradurre in azioni concrete quello che dice , ad esempio sul fannullonismo. Se non avrà gli strumenti per licenziare o anche solo spostare in altri settori i lavoratori rimarrà nel brodo dello status quo. Comunque nello status quo soprattutto vogliono rimanerci i sindacati che hanno i loro punti di forza proprio tra i pensionati.
    Spero anche io, come te, che le donne riflettano (del resto a parte le stupide politiche non ho sentito molto altro) su come sarebbe opportuno lavorare uscendo dal ghetto delle tre k (mi sembra cucina bimbi e …? )

  4. Anonimo scrive:

    Temo che Lepanto abbia ragione

  5. Tiziana Ficacci scrive:

    Si, anche io credo che Brunetta non spunterà nessuna delle cose che dice (con molte sono d’accordo anche se non sono un dipendente pubblico quindi do un giudizio di seconda mano) .
    Mi sembra di cogliere molte contraddizioni su questa storia del pensionamento perchè lo scorso anno, da ministro, Bonino ne parlò, e il governo vigente e l’opposizione non erano contrari.
    Mi sembra, più che altro, una questione fortemente simbolica.
    Quanto a Lopinto direi che la terza K è chiesa
    Colgo l’occasione per salutarvi tutti per un pò di giorni, ci risentiamo l’anno prossimo.
    Saluti, Tiziana

  6. Tiziana Ficacci scrive:

    Per Giulio

    Francesco Varrato dice di mettere

    Io invece ti chiedo di migliorare (o mettere) il sevizio feed-RSS, cosi’ e’ piu’ facile seguire l’evoluzione di un qualche sito.

    Ovviamente non so di cosa sta parlando, ma sicuramente avrà ragione . Vedi te, saluti

  7. Francesco scrive:

    Oops, vedo che in realta’ c’e'!
    Era il sito di Annaspina a necessitarne… ma ora e’ meglio se controllo, non si sa mai ;-)

    Byeeee

  8. Zag(c) scrive:

    Ma vi siete chiesti come mai, invece di dare alle donne i diritti che gli spettano , vedi asili nidi, equiparazione di carriera, parità di stipendi ecc ecc, si parte togliendo quello che potrà essere anche un “voto di scambio” come qualcuno/a dice, ma che comunque consente alle donne di godere della guadagnata pensione??? Ma perchè il tatnto attivismo di Brunetta si rivolge sempre verso i più deboli e meno difesi e non sugli stipendi FAVOLOSI, degli alti burocrati , questi si fannulloni!!! Eppure basterebbe un piccolo decreto… Annullare tutti i premi di produttività concessi agli alti burocrati !! ( pensate premi di produttività….) Questa la dice lunga sul reale impegno di equaglianza di Mezza Sega!!!!!

  9. Anonimo scrive:

    Che palle questa logica del ben altro.

  10. Dichiarazione Pia Locatelli scrive:

    L’Unione europea ci chiede di eliminare una discriminazione, non di aggravare quelle che già ci sono a carico delle donne”.

    È quanto afferma l’europarlamentare del Ps Pia Locatelli, presidente dell’Internazionale socialista delle donne, commentando le parole del ministro della funzione pubblica.

    “Se la risposta del governo sarà, come dice il ministro Brunetta, “intelligente, flessibile e volontaria” – continua l’esponente socialista – non potrà che trovare il sostegno di tutte le donne, ma fino a oggi non ci sono segnali che si voglia imboccare una strada così virtuosa. C’è piuttosto la sensazione che nel governo e fuori dal governo, vi sia qualcuno tentato di ‘fare cassa’, sulla pelle delle donne che lavorano o più banalmente di farsi un po’ di pubblicità a basso costo. La proposta – ci pare di capire – sarebbe semplicemente quella di obbligarle ‘oggi’ ad andare in pensione più tardi con la promessa di alleviare ‘domani’ – ma quando? – il fardello che oggi quasi interamente ricade sulle spalle di casalinghe e lavoratrici perché sono inesistenti i servizi alle famiglie”.

  11. Marcello scrive:

    Cara Tiziana,

    credo che Brunetta nulla potrà in quanto è il contesto che non gli permetterà cambiamenti culturali. Sono d’accordo con te quando sottolinei che il contesto è rigorosamente bipartisan

  12. Anna Spina scrive:

    saluti a tutti,
    anche se non pensionata sono già alle prese con il nipotume! :-)
    Mi auguro che prevalga in Italia un modello di partecipazione civile e di stato sociale alla svedese o danese con servizi decenti per tutti e con imprese che non fanno profitti solo sul lavoro e sull’assenza di regole e sindacati che a loro volta non difendano posizioni di privilegio e con le varie parti sociali che cooperano lealmente per migliorare la vita di tutti è un speranza ed un sincero augurio e adesso ritoirno di corsa a fare la zia
    saluti e auguri di buon…solstizio!

  13. Angelica scrive:

    Se si vuole operare un cambiamento in senso riformista, per la pensione e altro, bisogna ch ei partiti tutti facciano un passo indietro per lasciare spaio a forze nuove. Lo stesso il sindacato.
    Un saluto particolare a Tiziana e un sincero augurio di buon 2009

    Angelica

  14. Salvatore Sciarrotta scrive:

    Colgo l’occasione per salutare i Signori e le Signore di nogod
    non mi reintrometto nella questione anche perchè sono già…nonno e pensionato
    Cordialità e Buon Anno a tutti voi
    Salvatore

  15. Preowlefelo scrive:

    extension nets launched plagued overcoming commservci malte