Le grinfie della teocrazia vaticana sulla scuola italiana.

Riportiamo l’amaro commento trovato su una maling-list.

Scuola cattolica, la Chiesa attacca

Interessanti i commenti in basso del tipo: «Sono ultra arrabbiata! Ma come, non si levano dall’opposizione grida di indignazione? E’ chiaro che il progetto è quello di smantellare del tutto la scuola pubblica, ma a cosa serviranno mai le nostre proteste se non abbiamo in Parlamento nessuno che si batta con noi? Vivo in una teocrazia o in uno stato libero e laico? Vergogna, vergogna!».
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/cei-contro-tremonti/cei-contro-tremonti.html

Macchè grida di indignazione… Come ricorda Mafai in Costituzione dimenticata: «Maria Pia Garavaglia, ministro dell’istruzione del governo ombra del Pd, e Antonio Rusconi, capogruppo del Pd in Commissione Istruzione al Senato hanno subito e con calore dichiarato di apprezzare le rassicurazioni fornite, a nome di Tremonti, dal sottosegretario Vegas. Ma non ne sono ancora soddisfatti. Chiedono di più. Sempre per le private. Chiedono cioè che vengano garantiti “pari diritti agli studenti e alle famiglie” È, quasi con le stesse parole, la rivendicazione già avanzata dalle gerarchie. Ma è davvero questa, in materia scolastica, la posizione alla quale è giunto il Pd? E se sì, in quale sede è stata presa questa decisione? È giusto chiederselo, è indispensabile saperlo. »
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-8/costituzione-dimenticata/costituzione-dimenticata.html

2 Commenti a “Le grinfie della teocrazia vaticana sulla scuola italiana.”

  1. Attilio Augusto Angellotti scrive:

    Potrei dire tante parole, anche molto brutte riguardo la scandalosa decisione di ripristinare i finanziamenti alle scuole private ma vorrei usarne solo alcune tratte da ciò che dovrebbe essere la bussola di ogni cittadino Italiano e di ogni politico degno di essere chiamato tale: Articolo 33 della Costituzione della Repubblica Italiana “… Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituri di educazione, SENZA ONERI PER LO STATO…”.
    Il mondo della scuola pubblica si era mobilitato in massa ma il ladro mafioso aveva paragonato chi protestava a dei criminali ed aveva minacciato l’intervento della polizia nelle scuole; ora un pretuncolo da quattro soldi annuncia una mobilitazione delle scuole private e il governo presenta un emendamento in 2 ore?
    Basta ragazzi, mandiamoli tutti a casa questi politici indegni di uno Stato civile!
    Attilio.

  2. Anonimo scrive:

    La scuola pubblica è da settimane che tuona contro i tagli, senza ottenere alcun ripensamento del governo. Ora un’oca con la tonaca starnazza e il governo prono e genuflesso si rimette in riga.

    AAAAAAAAAAIIIIIIIIIIIIIIIUUUUUUUUUUUUUUTTTTTTTTTTOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!