24/11/08 – La botte piena e la moglie ubriaca

Ci sono persone che hanno la rara fortuna di essere nel posto giusto al momento giusto. Sandro Curzi sembra rientrare in questa categoria. Comunista dalla culla fu resistente nel gruppo romano capeggiato da Reichlin. Con un curriculum così era l’uomo giusto per le avventure editoriali del Grande Partito Comunista. Entrò in rai con un concorso fasullo che servì per salvare i giornalisti di Paese Sera che chiudeva. Del resto tutti i concorsi rai per giornalisti sono artefatti. Quando nel ‘77 nacque rai 3 – la prima rete era per i dc e la seconda per i socialisti – Biagio Agnes, potente presidente di viale Mazzini, propose il nome di Curzi. Il suo tg ruppe gli schemi, notizie un po’ diverse, facce nuove, parecchie donne, molti comizi… divenne ben presto Telekabul, nomignolo inventato da Giuliano Ferrara. I giornalisti, che ancora oggi sono in video, erano spesso figli importanti, figli di amici, parenti. Del resto Curzi ha avviato alla professione figlia e genero senza farsi troppi scrupoli. Anche se va ricordato che gli eredi delle caste hanno una marcia in più grazie al latte che succhiano fin da neonati! Quando nel ’93 arrivò la stagione dei professori, passò a Tmc di Cecchi Gori. Diresse l’informazione portandosi dietro le mogli di qualche papavero rai e quando ruppe col proprietario non si comportò diversamente dalla sua creatura Santoro: visse il cambiamento di condizione come un furto, non alla ‘ggente, ma a lui personalmente. Maurizio Costanzo lo ospitò nel suo show tutte le sere per un breve editoriale. Memorabile un suo attacco dal teatro Parioli alla giornalista Grimaldi del tg1 – che pare avesse condotto una diretta soporifera – sponsorizzando al suo posto l’onnipresente Alba Parietti tra gli applausi sbragati del pubblico più qualunquista del mondo. Che lui chiamava popolo. Un capitolo a parte la passione da uomo vecchio per le donne, promosse spesso per la vanità che riuscivano ad accarezzare. Partecipò al Festival di Sanremo in un gruppo chiamato riserva indiana, e difese il calciatore Di Canio che aveva fatto un saluto fascista ai suoi sostenitori. Disse che era per difendere la Lazio che ieri ha giocato con la maglia listata di nero. Entrò in Rifondazione comunista e diresse Liberazione fino al 2005. Aveva un numero esagerato di golfini lilla, glicine e rosa, e molte sciarpe di seta. Pur ripreso per i capelli (che non aveva) più volte per il tumore al polmone non smise mai l’antipatica abitudine, frequente nelle persone piene di sé, di fumare la pipa lasciando una scia fastidiosa al suo passaggio fregandosene dell’olfatto degli altri.
Chiude la carriera in rai come consigliere anziano e come partecipante in carrozzella alla manifestazione del circo massimo. Per fortuna ci ha evitato lo svolazzar di tonache attorno al suo capezzale. Essere al posto giusto al momento giusto. Curzi questa mattina traverserà la piazza del Campidoglio, dove per due giorni il suo corpo è stato salutato da amici e beneficati, e avrà ad indicargli la direzione solo lo splendente Marco Aurelio, perché il presepio che il sindaco contro ogni logica allestirà sulla abbagliante piazza si farà l’8 dicembre. Ed è meglio così.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

13 Commenti a “24/11/08 – La botte piena e la moglie ubriaca”

  1. Sofia scrive:

    Fnalmente un ritratto non retorico di una persona, non peggio di altre, ma nenache un eroe come è stato dipinto ieri, da Gasparri a Ferrero.
    Sono assolutamente d’accordo che chi fuma è uno che se ne frega degli altri

  2. Marcello Dall'Orta scrive:

    Avrei anche aggiunto che trovò irrilevanti le intercettazioni telefoniche tra Berlusconi e quello della fiction, e che pur avendo un funerale laico non spese mai nessuna parola nei suoi tg per commentare il clericalismo imperante che proprio in quel periodo riprendeva fiato. Del resto era un comunista che decise di sposarsi in chiesa con Berlinguer a fargli da testimone.

  3. Marysa scrive:

    Del resto se piaci a Gasparri e Ferrero qualcosa di loschetto hai.

  4. Claudio r. scrive:

    Un ritratto impietoso ma tutto sommato giusto.
    Pero’ non mi piace la solita abitudine italiana a a elevare sugli altari o a precipitare nella polvere: mi pare di continuare a vederci tanta ideologia
    pure da parte di persone che a discorsi dicono di esserne immuni.

  5. Maria Stella C. scrive:

    Brava Tiziana che non sei caduta nella retorica del volemose bene.
    Credo che Curzi assomiglia più a questo ritratto che a quelli che gli hanno fatto tutti , dal sindaco Alemanno all’ex Veltroni.Bravi e coraggiosi!

  6. Silvio Basile scrive:

    Non mi interesso dei morti. Mi interessano solo i vivi, in modo particolare quando gestiscono (inevitabilmente male) un po’ di potere.

  7. Susana scrive:

    In effetti non se ne può più di queste santificazioni dei moti.
    Curzi era uomo di potere e lo ha esercitato, col sorriso, ma lo ha esercitato

  8. Eli scrive:

    segnalo che questa mattina in una rassegna stampa sulla terza rete (curata dal genero di Curzi) è stata fatta barba e capelli ad un articolo non troppo ossequioso del sacro maestro di giornalismo

  9. Aviva De Benedetti scrive:

    Dici bene il genero.

    Poi tutti a far elogi del suo comunismo, come se fosse una bella cosa il comunismo

  10. Tom Bolton scrive:

    Pare bene che ai funerali i famigliari si siano rifiutati di stringere la mano al resistente Villari.
    Segno che ci sono resistenti e resistenti.

  11. Giancarlo Porretta scrive:

    Il lecchinaggio fatto in favore di Curzi per certi versi ricorda le sciocchezze che sono state scritte da tutti su Luxuria. Se vuole fare qualcosa per il mondo (!) adesso la Lucy chiedesse se può adottare una bambina, vediamo comne la sostiene il giornale comunista Liberazione

  12. Valerio scrive:

    Addirittura ho sentito qualcuno che lo ha chiamato maestro di giornalismo.
    Cari Nogod, questo è il bel necrologio che io abbia letto su Curzi.

  13. dopa scrive:

    @,Aviva Debenedetti, cosa intenti per comunismo?…Che non sia una cosa buona?.. Allora neanche lo stato vaticano non è cosa buona. In vaticano nessuno è proprietario, tutti lavorano per lo stato e tutti hanno uno stipendio dallo stato. A me lavoratore, piacerebbe moltissimo ricevere uno stipendio fisso.In vaticano nessuno è proprietario, il padrone è il papa, ma non può usare la ricchezza a suo piacimento.Io per comunismo intento, dare ad ogni uno i suoi bisogni.E sarebbe bello che tutti i lavoratori lavorassero e percepissero il loro stipendio per vivere. Questo fa la chiesa tutti lavorano a sfruttare i popoli e i proventi vanno tutti nello oior. Non ti piace Debenedetti?
    Vuoi diventare Padrone?