21/11/08 – Qualcuno di cui sparlare

La prima volta è stato su la 7, poi la scena è stata passata alla moviola da Striscia la notizia. I fatti: Donadi (Idv) sbraita contro l’elezione sleale di Villari (Pd) alla vigilanza rai. Bocchino (vicepresidente Pdl alla Camera) annaspa, e Latorre (vicepresidente Pd al Senato) passa un “pizzino” a Bocchino, che legge e recita: “voi dell’opposizione avete fatto lo stesso con Pecorella, non l’avete voluto alla Consulta e abbiamo scelto Frigo”. L’appunto del senatore Pd viene accartocciato, ma Piroso, diligente conduttore del programma, lo ha raccolto e ricomposto con lo scotch per mostrarlo alle telecamere. Nicola Latorre è abituato alle intercettazioni. Nella stagione dei furbetti del quartierino era suo il numero più rovente. E’ antipatico a pelle perché accusato di essere occhi e orecchi di Massimino D’Alema; in realtà insieme a Max vorrebbe scavalcare Veltroni a sinistra parlando con Vendola e a destra inciuciando con Casini.
Nato 54 anni fa a Fasano (Brindisi), era segretario della Fgci del suo paese quando conobbe D’Alema, capo dei giovani comunisti. Si piacquero e Max lo voleva con sé a Roma, ma Nicola rimase a lavorare in banca per non deludere la moglie, accontentandosi della famiglia e di fare il sindaco del paesotto. Il simpaticissimo Claudio Velardi, che contro ogni logica di conservazione è andato a fare l’assessore al Turismo alla regione Campania, chiamò Latorre a Palazzo Chigi quando il leader Ds divenne Presidente del Consiglio. Il risotto che fece epoca (e ridere) cucinato da D’Alema a Porta a Porta era girato nella sua cucina. E sempre casa sua fu il teatro dell’incontro tra Di Pietro e D’Alema ai tempi della candidatura di Di Pietro al Mugello. Un secolo fa…
E’ uomo elegantissimo, porta i gemelli con estrema disinvoltura e ha una passione per gli occhiali colorati. Ama le donne che pensa sicure di sé, che non gli chiedono nulla, e che non necessariamente gli diano ragione. A qualcuno di noi piacque quando all’indomani del risultato elettorale, disse che lo inquietava il discorso del papa alla Cei in cui affermò che occorreva resistere ad ogni tendenza a considerare la religione, e in particolare il cristianesimo, come un fatto solo privato. Oggi che Villari, con una mossa che rimanda al Pcus, è stato scacciato dal Pd, ci rimane solo Latorre di cui sparlare.

Tiziana Ficacci, per www.nogod.it

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4 Commenti a “21/11/08 – Qualcuno di cui sparlare”

  1. Aviva scrive:

    Sicuramente ha segnato una linea contro Veltroni. A questo punto D’Alema chieda il congresso perchè il pd non pare proprio un partito nuovo ma solo l’ennesimo buovo partito.

  2. Filippo A. scrive:

    Congresso subito e basta con Veltroni. Magari io cambierei anche il nome.

  3. Sofia scrive:

    Personalmente non ho fiducia del Pd, ma credo che la linea D’Alema difficilmente farebbe perggio di Veltroni

  4. Ross scrive:

    Magari se Latorre si faceva uscire il fiato prima non si arrivava a questo punto del prescelto Walter