La boccaccesca avventura riporta all’attezione dell’opinione pubblica il tema della castità imposta ai sacerdoti cattolici. Forzare la natura (e la castità forzosa è una vera propria azione contro natura), può condurre secondo molti psicologi a comportamenti devianti se non addirittura a veri e propri crimini sessuali, come molestie e violenze. Nel caso di questo prete siciliano, che ha assecondato la sua natura etero copulando con una femmina adulta e consenziente, il reato l’ha commesso la donna quando ha tentato di ricattarlo. Pensate quanti reati, stupri e violenze in meno potremmo registrare se i preti (e le monache) fossero liberi di sfogare i loro naturalissimi istinti sessuali (sia etero che omo, dato che entrambi gli orientamenti sono un “dono” della natura), ma sempre con maschi e femmine adulti e consenzienti. Magari, se gradito, anche con un cattolicissmo matrimonio. Riservato, però, solo a coppie rigorosamente etero. Almeno per il momento. Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera
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Preferisco che restino obbligati alla castità, essendovi in tal modo meno possibilità che si riproducano. Allo stato attuale, la castità volontaria rappresenta un perfetto meccanismo darwiniano che rimuove dal pool i geni di individui inferiori, dall’ intelletto guasto e prono alla fantasia.
Inoltre, pur non avendo la Selezione di Gruppo base scientifica, possiamo tuttavia definire i religiosi come inutili parassiti sociali incapaci di provvedere alcunchè di utile, e come un oneroso fardello per la società – Riconosciamo dunque quantomeno un innegabile beneficio collettivo all’estinguersi senza successori di quanti più di essi possibile.
Allelujah
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