Pio XII, beato subito !

19/11/08 – La Chiesa di Roma si è tanto arrovellata e tormentata attorno al silenzio di Pio XII sullo sterminio dei milioni di ebrei, che ora grida con tutta la potenza di cui dispone il suo anatema profetico contro il signor Beppino Englaro (Adriano Sofri, Piccola Posta)

Pochi giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale, Pio XII, in un discorso tenuto il 2 giugno 1945, parlò della Chiesa come vittima del nazismo. Da vescovo di Cracovia, Karol Wojtyla, futuro papa Giovanni Paolo II, nel 1971 propose di edificare una chiesa ad Auschwitz. Nel giugno del ’79, ormai papa, si recò nel campo di sterminio e disse con tono ieratico: “vengo e mi inginocchio su questo Golgota del mondo moderno”. Va ricordato ai lodatori e ai critici della menzogna globale che il Golgota è una collina sita a Gerusalemme dove Gesù l’ebreo venne crocifisso dando il via alla storia del cristianesimo.
Abbracciato ad una croce di legno portata per la sua preghiera nel lager, Giovanni Paolo II continuò solennemente : “sei milioni di polacchi hanno perso la vita durante la guerra mondiale”. 6 milioni di ebrei sono stati uccisi, ma la cifra diventa per il papa il simbolo del martirologio polacco, non ebraico. La appropriazione della Shoah continuò con la beatificazione di Edith Stein il 1 maggio 1987. Stein, nata ebrea, si convertì al cattolicesimo diventando suora, ma, pur avendo la possibilità di sfuggire alla cattura stante la nuova posizione, decise di seguire le sorti del suo popolo. Uccisa ad Auschwitz perché ebrea, per il papa era la persona giusta per affermare che la Chiesa era stata vittima del nazismo. E proprio in concomitanza con la beatificazione di Stein iniziarono i forti contrasti tra ebrei e cattolici che volevano imporre una selva di croci ad Auschwitz (il Carmelo); grazie alle forti pressioni dei sopravvissuti allo sterminio e ad una energica mediazione del leader di Solidarnosc Lech Walesa, il Golgota posticcio venne retrocesso di 500 metri.
La beatificazione di Pio XII è l’ultima tessera del menzognero mosaico messo in piedi dalla Chiesa cattolica, che vorrebbe davanti agli occhi del mondo dimostrare che fu vittima del nazismo mentre il pontefice era Pio XII, testimone della fede e santo.
Una spavalda riscrittura della storia, resa ancora più arrogante perché fatta davanti a testimoni le cui ferite ancora sanguinano.  Tiziana Ficacci, per www.nogod.it – Documentazione dossierGross_PioXII.pdf

9 Commenti a “Pio XII, beato subito !”

  1. ginetto scrive:

    Bellissima ricostruzione di come si comporta il Grande Fratello del Vaticano. Che però non è diverso da tutti Grandi Fratelli che l’hano preceduto sia in Vaticano che in qualunque altro centro di potere politico. Meno male che ci sono le Tiziane che qua e là riescono a denunciare le falsificazioni, chiunque sia a commeterle.

  2. Aviva De Benedetti scrive:

    Tra l’altro, come certo la Tiziana ben sa, uno dei miracoli attribuiti a Giovanni Paolo II è proprio la conversione di un ebreo polacco.

    Sono veramente orgogliosa del fatto che la tradizionale giornata di colloquio tra ebrei e cattolici il 17 gennaio, sia per ora sospesa.

  3. Michele Calt scrive:

    Bellissima e utile ricostruzione.
    Non sapevo di Edith Stein.

  4. Aurelio scrive:

    Finalmente su un blog si legge una cosa documentata.

  5. marco sbandi scrive:

    Pienamente d accordo con quanto scrive Tiziana.
    Il cattolicesimo che straparla di martirio cristiano in realta da sempre e il piu grande perseguitore di umanità.
    Fin dall inizio gli imperatori cristiani si dettero alle persecuzioni antiebraiche e continuarono poi con il sostegno del regno della chiesa, oggi vaticano. vaticano e fascisti da sempre temono che le persone sappiano e imparino, studino ed abbiano coscienza propria.
    Non a caso le biblioteche pubbliche sono state sempre chiuse dal vaticano, anche quando erano
    laiche ed antiche ed i libri bruciati. Il negazionismo prima di essere nazifascista e stato cattolico.
    Negare la portata della inquisizione, dei roghi di presunte streghe, del massacro di genti
    e della distruzione di capitali culturali (biblioteca di cordova ed altre).
    Ma non basta mentre la scomunica fu usata contro affermazioni semplicissime significativamente non venne usata contro il nazifascismo e non viene usata contro mafia, camorra e simili.
    La ricerca della imposizione di propri simboli dopo quella di wojtila su Auschwitz e proseguita
    con Fossoli, come ricordava accidentalmente chi l ha visto, nella serata di lunedi.
    Dopo la beatificazione di Pio XII potrebbe venire quella degli zar e di Mussolini
    cosi come dei dittatori sudamericani che in parte furono nazisti che dovettero
    la salvezza al vaticano.
    Il vaticano pretende di dare lezioni di etica ma la sua storia dimostra che non ha mai avuto
    il minimo rispetto per la diginita umana, anzi questo rispetto lo ha considerato,
    come nel caso Englaro una scelta contro cui scagliare anatemi e scomuniche.

  6. corriere della sera scrive:

    Da pagina 6 del CORRIERE della SERA la cronaca di Maria Antonietta Calabrò, “Salta la giornata del dialogo ebrei-cattolici”:

    ROMA — Il prossimo 17 gennaio in Italia non sarà celebrata la giornata per il dialogo tra cattolici ed ebrei. L’iniziativa è «sospesa, il 17 gennaio 2009 sarà solo la giornata dell’Ebraismo». Giuseppe Laras, presidente dell’assemblea rabbinica italiana, annuncia a sorpresa la decisione, paradossalmente proprio a margine di un convegno sul «dialogo interreligioso», organizzato a Montecitorio dal presidente della Camera, Gianfranco Fini, presenti lo stesso Laras, l’imam Pallavicini e l’arcivescovo Rino Fisichella.
    La causa? La preghiera del Venerdì Santo per la conversione degli ebrei, «ripristinata » da Benedetto XVI con il
    motu proprio che un anno fa ha reintrodotto il messale tridentino nell’ultima versione approvata prima del Concilio. Nonostante una successiva riformulazione voluta dal Papa proprio per andare incontro alla sensibilità ebraica, la questione è rimasta, almeno in Italia, irrisolta. E quindi la giornata di riflessione comune (che è un appuntamento della Chiesa in tutto il mondo) organizzata dai rabbini italiani assieme alla Cei, non si farà. Spiega Laras: «Abbiamo deciso di non fare come si è sempre fatto, visto che non è stata risolta la vertenza, la questione. C’è stato un dialogo, ma dal nostro punto di vista non si è arrivati a niente di soddisfacente». Laras, tuttavia, non chiude la porta definitivamente: «Nella vita si supera tutto». Ha influito nella scelta anche il processo di beatificazione di Pio XII? «No» perché quella decisione «riguarda solo la Chiesa, noi non dobbiamo intervenire ». Tuttavia «noi rivendichiamo il diritto di esprimere un giudizio storico critico sulla sua figura durante la guerra: bisognava protestare di più». Sulla stessa linea alcuni esponenti ebrei come lo scrittore Stefano Levi Della Torre («mi sembra giusto») e lo storico Gabriele Nissim («talvolta è meglio rendere esplicite le divergenze»).
    La notizia della cancellazione dell’iniziativa comune è giunta nei Sacri Palazzi come un fulmine a ciel sereno, visto che la Segreteria di Stato ne era all’oscuro. In Vaticano in ogni caso non c’è stato alcun commento ufficiale del portavoce della Sala Stampa, Padre Lombardi. Si fa notare, però, che non più tardi del 30 ottobre il presidente dell’International Jewish Committee, rabbino David Rosen, sollevando l’argomento nel corso dell’udienza concessa dal Papa, si era detto tranquillizzato: «Siamo molto grati per le chiarificazioni che abbiamo ricevuto dal cardinale Kasper reiterate dal cardinale Bertone nella sua lettera al Rabbino capo di Israele, che affermavano che questa preghiera ha una natura escatologica e in nessun modo riflette nessuna presa di posizione di proselitismo nei confronti degli ebrei». Non più tardi di ieri Rosen e il segretario del Gran Rabbinato Wiener erano a Cipro per l’incontro interreligioso organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.

    Sempre da pagina 6 del CORRIERE l’intervista di Gian Guido Vecchi a Tullia Zevi: “Tullia Zevi: dobbiamo parlarci non c’è alternativa”

    MILANO — Che ne dice, professoressa Zevi?
    «Mi pare che le parole del rabbino Laras siano un modo civile di esprimere un rammarico, una delusione. Però il dialogo continuerà, deve continuare, non c’è alternativa in un Paese civile: per andare avanti bisogna incontrarsi e capirsi, spiegare e farsi spiegare le cose…». Tullia Zevi, grande anima dell’ebraismo europeo, per sedici anni presidente degli ebrei italiani, affronta la faccenda della preghiera con un filo di ironia, «sarebbe quella dell’oremus et pro perfidis Judaeis? »
    Beh, sì, ma quella frase è stata tolta. Resta l’invocazione a Dio perché «illumini i loro cuori affinché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini».
    «Se non è zuppa è pan bagnato, come si dice. D’altra parte la traduzione di perfidis è controversa, in latino non significa “perfidi” o “malvagi” ma increduli, miscredenti… Resta la solita esaltazione appassionata della conversione che nella storia è stata insistente e talvolta crudele, forzata».
    Ma «sospendere» è giusto o rischia di peggiorare le cose?
    «Dialogare significa parlare assieme e quindi incontrarsi. Se nel dialogo c’è stanchezza, una ripetitività che lo rende banale o pesante, una breve sospensione di meditazione può forse servire per riprendere con l’entusiasmo da cui si era cominciato. Spero avvenga al più presto, perché il dialogo va rivitalizzato con lo studio e lo scambio di idee».
    In che forma?
    «Bisogna sforzarsi, mettersi insieme, magari creare una commissione mista di studio sui temi che dividono. La cosa più importante è che il confronto continui e diventi sempre più vitale e fertile. Non si parla mai abbastanza, non si approfondisce mai abbastanza».
    La controversia sulla beatificazione di Pio XII non aiuta…
    «Io considero le beatificazioni un affare interno della Chiesa ».
    Perché è così difficile parlare?
    «Sono problemi delicati che hanno incrostazioni secolari… Ma il dialogo è pazienza, l’ecumenismo è pazienza. L’essenziale è perseguire degli interessi comuni, ci sono tante cose da fare insieme in tutti gli aspetti delle relazioni umane».
    Pazienza e tenacia, visti i tempi.
    «Diciamo pazienza creativa… Si è cominciato con grande fatica e lavoro. Ci può essere una fase di stanca ma la tendenza è irreversibile. La cosa fondamentale è continuare a incontrarsi e a conoscersi sempre più. Dialogare necesse est ».

    E una scheda informativa storica sulla preghiera del Venersì Santo:

    La preghiera del Venerdì Santo per la conversione degli ebrei è stata emendata per la prima volta da Giovanni XXIII (foto, sopra)
    nel 1962. Questo il testo del messale: «Ascolta le preci che ti rivolgiamo per l’accecamento di quel popolo, affinché sia sottratto alle sue tenebre» Un secondo emendamento alla liturgia del Venerdì Santo viene apportato sotto il pontificato di Paolo VI (foto sopra) nel 1970. Il nuovo messale recita le seguenti parole: «Il Signore Dio nostro, che li scelse primi tra tutti gli uomini, li aiuti a progredire sempre nell’amore del suo nome e nella fedeltà alla sua alleanza» L’ultima modifica al Missale Romanum, così è chiamato in latino, viene apportata da Benedetto XVI nel febbraio di quest’anno. Il nuovo testo della Preghiera per gli ebrei, pubblicato dall’”Osservatore Romano”, e utilizzato dai cattolici tradizionalisti recita le seguenti parole: «Preghiamo per gli ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini.
    Dio Onnipotente ed eterno, Tu che vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità, concedi propizio che, entrando la pienezza dei popoli nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo».

  7. Roby scrive:

    Pur essendo questa schermaglia tra ebrei e cattolici un fatto assolutamente religioso da cui sarebeb giusto noi laici stessi mo fuori, sarebbe bene se non misurassimo col solito metodo del pregiudizio antiebraico anche noi.

  8. M. Dall'Orta scrive:

    Grazie per questo interessante articolo e per lo stralcio del Corriere della sera

  9. giulio scrive:

    il martirio dei cattolici continua anche oggi 29 febbraio 2009, tributi di sangue che versano c ome Cristo sulla croce acqua e sangue per la Vs. salvezza. INDIA;CINA;ITALIA;migliaia di morti lastricano le vostre strade e Voi non guardate, guardate le bandiere, il colore dell’ideologia, il sangue non vi tocca. QUESTANNO AVETE UCCISO 5O.OOO.OOO DI BAMBINI.
    quando la smetterete.