Alle associazioni laiche di Roma
Si riporta, per conoscenza, il messaggio inviato da LiberaUscita al Consiglio Superiore della Magistratura e per conoscenza alll’Associazione Nazionale Magistrati a proposito degli incivili attacchi di alcuni esponenti politici ai Magistrati della Suprema Corte di Cassazione e al giudice tutelare di Modena. Confidiamo sul vostro sostegno.
Giampietro Sestini
avv. Ugo Bergamo
Presidente 1° Commissiione CSM
email: prima@cosmag.it;
e p.c.
dr. Luca PALAMARA
Presidente ANM
presidente@associazionemagistrati.it
Gent. Presidente,
abbiamo appreso dalla stampa che il Consiglio Superiore della Magistratura ha giustamente aperto una pratica a tutela dell’indipendenza e del prestigio dei Magistrati a seguito di vergognosi attacchi ed insulti da parte di esponenti politici ai Giudici della Suprema Corte di Cassazione, accusati di aver dichiarato l’inammissibilità – ai sensi dei principi generali del nostro ordinamento giudiziario – del ricorso presentato dalla Procura Generale di Milano avverso una sentenza dello stesso Tribunale, riguardante il caso di Eluana Englaro.
A nome dell’associazione nazionale laica e apartitica “LiberaUscita” desidero esprimere al Consiglio Superiore, tramite Lei, tutta la nostra stima ed il nostro sostegno per tale iniziativa.
Con l’occasione intendo segnalarLe, nella Sua qualità di Presidente della Commissione competente ad esaminare – fra l’altro – anche le richieste di tutela dell’indipendenza e del prestigio dei magistrati, che analoghi attacchi ed insulti sono stati mossi anche nei confronti del magistrato Guido Stanzani, giudice tutelare a Modena, accusato di aver accolto il ricorso presentatogli da una persona maggiorenne e capace di intendere e di volere e di aver quindi nominato un amministratore di sostegno nella persona dallo stesso designata. Il decreto del giudice Stanzani, emanato in base alla legge n. 6 del 9 gennaio 2004, contiene anche le necessarie direttive che l’amministratore deve seguire qualora il suo amministrato divenga incapace di intendere e di volere, direttive tra le quali ben possono ricomprendersi anche i trattamenti sanitari che l’amministrato intende rifiutare nella eventualità di possibili malattie o lesioni irreversibili (vedasi decreto allegato).
A dimostrazione di quanto sopra affermato, riporto le seguenti dichiarazioni rilasciate alla stampa:
- l’on. Luca Volontè, nell’intervista pubblicata sul quotidiano Gazzetta di Modena il 7.11.08, ha dichiarato “a Modena c’è un altro giudice che vuole sostituirsi al Parlamento, introducendo in via surrettizia istituti estranei al nostro ordinamento e alla nostra tradizione, come eutanasia e testamento suicida. Il ministro della Giustizia e il Csm intervengano e sanzionino questi giudici ‘impazziti’ d’ideologia”;
- il sottosegretario al Ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano, nell’intervista pubblicata sul sucitato quotidiano, ha dichiarato “Il decreto emesso a Modena manifesta la volontà di una parte della magistratura di sostituirsi al Parlamento ed al popolo, introducendo in via surrettizia istituti estranei come eutanasia e testamento suicida”;
- l’on.le Isabella Bertolini ha dichiarato alla stampa che “In Italia le leggi le fa il Parlamento e nessun giudice può piegare altre normative, come quella dell’amministratore di sostegno, per introdurre leggi che solo chi è espressione della volontà popolare e democraticamente eletto può fare……… Bisogna fermare questa spirale di morte che spinge la gente a dichiarare il proprio nichilistico diritto a morire”
Ringraziando per la cortese attenzione, porgo distinti saluti
Giampietro Sestini
Segretario nazionale di LiberaUscita
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