Via libera del Vaticano alle espulsioni dei rom ?

2 settembre 2010

Le dimissioni del vescovo responsabile della SS Vaticana per la pastorale dei migranti, motivata dal personale interesse a usufruire di alcune facilitazioni pensionistiche, fa nascere un interrogativo inquietante. Vuoi vedere che è stato spinto a levarsi di torno dalle pressioni di Francia e Italia, i due paesi che più di tutti stanno cercando di mettere un argine agli arrivi di immigrati problematici ? Nei canali segreti e misteriosi delle diplomazie non escludiamo che i cattolicissimi governi cugini tanto attenti agli interessi e ai privilegi della SS Vaticana abbiano chiesto un segno tangibile di riconoscenza. E far dimettere un pericoloso vescovo tanto critico nei confronti delle rispettive politiche sulle migrazioni potrebbe essere un segnale importante di via libera al proseguimento delle stesse. A pensar male, diceva Andreotti, si fa peccato ma spesso ci si azzecca. E intanto, come leggiamo sul Messaggero di oggi i rom espulsi da Parigi, dopo una breve sosta, un caffè e uno spuntino in Romania, stanno già arrivando a Roma.

Fonte della notizia sulle dimissioni di mons. Marchetto dal Corriere della Sera LEGGI

1/9/10 – I baci mai dati

1 settembre 2010

http://www.lourdes-france.org/index.php?goto_centre=ru&contexte=it&id=666&id_rubrique=666

A Catania, che è una città che ha diverse cose belle, c’è lo strano quartiere Librino.  Progettato negli anni ’60 da Kenzo Tange assomiglia ai quadri di De Chirico, ma invece dei manichini è abitato da persone “difficili”. Roberta Torre, la regista milanese ma che innamorata della Sicilia è diventata siciliana, ha ambientato a Librino il film che verrà presentato alla  Mostra di Venezia il 3 settembre nella sezione Controcanto.  I baci mai dati racconta la storia di una 13enne, Manuela (Carla Marchese), che si inventa di aver visto la Madonna. In breve viene circondata da questuanti, persone che gli chiedono grazie, guarigioni, lavori, numeri del lotto. Patisce la sua popolarità la parrucchiera (Piera Degli Esposti), che prima del prodigio di Manuela era la fattucchiera di fiducia del quartiere. Donatella Finocchiaro è la madre della ragazzina che fiuta subito l’affare, veste la figliola di suora e si mette alla cassa. La regista Roberta Torre ha consigliato Finocchiaro di ispirarsi ai vestiti sempre sopra le righe e mal portati  della  provincialotta Simona Ventura.
Nel 1997 Torre portò alla Mostra del cinema di Venezia il premiatissimo Tano da morire che vinse il premio De Laurentiis per l’opera prima (ebbe anche due Nastri d’argento e un David di Donatello). Tano da morire ridicolizzava la mafia, I baci mai dati prende in giro alcuni aspetti religiosi legati alla credulità.
Roberta Torre dice che la fede è una cosa seria e si definisce credente  anche se non cattolica. Cresciuta in una famiglia atea ma interessata al soprannaturale, ritiene di essere stata miracolata. Qualche anno fa è uscita illesa dalla sua auto slittata su una lastra di ghiaccio, scesa dall’auto si è appoggiata al guard rail  e una vettura l’ha mancata per un pelo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=HKGccGbADks
http://www.la7.it/intrattenimento/dettaglio.asp?prop=donna&video=9434

1/9/10 – I baci mai dati

1 settembre 2010

http://www.lourdes-france.org/index.php?goto_centre=ru&contexte=it&id=666&id_rubrique=666

A Catania, che è una città che ha diverse cose belle, c’è lo strano quartiere Librino. Progettato negli anni ’60 da Kenzo Tange assomiglia ai quadri di De Chirico, ma invece dei manichini è abitato da persone “difficili”. Roberta Torre, la regista milanese ma che innamorata della Sicilia è diventata siciliana, ha ambientato a Librino il film che verrà presentato alla Mostra di Venezia il 3 settembre nella sezione Controcanto. I baci mai dati racconta la storia di una 13enne, Manuela (Carla Marchese), che si inventa di aver visto la Madonna. In breve viene circondata da questuanti, persone che gli chiedono grazie, guarigioni, lavori, numeri del lotto. Patisce la sua popolarità la parrucchiera (Piera Degli Esposti), che prima del prodigio di Manuela era la fattucchiera di fiducia del quartiere. Donatella Finocchiaro è la madre della ragazzina che fiuta subito l’affare, veste la figliola di suora e si mette alla cassa. La regista Roberta Torre ha consigliato Finocchiaro di ispirarsi ai vestiti sempre sopra le righe e mal portati della provincialotta Simona Ventura.
Nel 1997 Torre portò alla Mostra del cinema di Venezia il premiatissimo Tano da morire che vinse il premio De Laurentiis per l’opera prima (ebbe anche due Nastri d’argento e un David di Donatello). Tano da morire ridicolizzava la mafia, I baci mai dati prende in giro alcuni aspetti religiosi legati alla credulità.
Roberta Torre dice che la fede è una cosa seria e si definisce credente anche se non cattolica. Cresciuta in una famiglia atea ma interessata al soprannaturale, ritiene di essere stata miracolata. Qualche anno fa è uscita illesa dalla sua auto slittata su una lastra di ghiaccio, scesa dall’auto si è appoggiata al guard rail e una vettura l’ha mancata per un pelo.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.la7.it/intrattenimento/dettaglio.asp?prop=donna&video=9434

31/8/10 – Giornalisti

31 agosto 2010

Quando non ci sei dormo con due cuscini
Uno per te… oppure uno è te?
Ho il letto pieno di appunti
Mi addormento sul computer
Bisogna innamorarsi per scrivere
Bisogna avere il letto pieno di carta e di persone
Poggio il dizionario sul tuo cuscino
Lascia un’impronta come la tua testa
Probabilmente non potrò averti
Ma avrò parole e storie
Le cose più dolci che ho
Dopo di te.

Nel ’92 l’Espresso dedicò una copertina a Giovanni Forti, un giornalista del settimanale morto di Aids. Qualche mese prima quel giornalista firmò un lucido reportage sulla malattia che lo aveva colpito.
A soli 19 anni Forti lavorava al manifesto, poi fece l’inviato di Reporter, un piccolo quotidiano fondato da Adriano Sofri. Per L’Espresso diventerà corrispondente da New York.
E’ stato fidanzato per un po’ con Giovanna Pajetta – figlia del leader comunista Giancarlo e marito di Miriam Mafai – e con lei ha avuto un figlio. Presto però si riconosce omosessuale, e organizza a Genova un incontro di gay militanti nella sinistra extraparlamentare. Conosce Brett Shapiro, insegnante newyorchese che ha appena adottato Zach, e decidono di vivere insieme. Nel 1991 l’Espresso pubblica le foto di Forti e Shapiro che si sono sposati in una sinagoga riformata. Le foto di loro due sotto la ketuba fanno molto impressione. Anche in Italia ormai ci sono rabbini che benedicono le coppie omosessuali, ma il tutto si svolge molto sobriamente, quasi nascostamente, e il baldacchino e la rottura dei bicchieri , che sono parte del complesso rito del matrimonio ebraico, è riservata esclusivamente alle coppie eterosessuali.
Dopo il matrimonio religioso, Forti e Shapiro vengono a vivere a Roma per dare l’opportunità a Giovanni di passare i suoi ultimi giorni, morirà il 16 febbraio ’92 a 38 anni, tra i suoi parenti.
Tutti i giornalisti devono qualcosa a Forti, perché riuscì a imporre l’estensione della copertura Casagit, l’assicurazione sulla salute dei cronisti, al convivente – prima bisognava essere sposati – indipendentemente dal sesso. E’ stata la prima assicurazione a recepire questo cambiamento sociale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

I tappetari delle religioni.

30 agosto 2010

E’ il libero mercato delle idee…anche religiose, bellezza ! Si indignano i cattolici italiani, in particolare i politicanti che aspettano l’appoggio dei gerarchi della SS Vaticana alle prossime elezioni, perchè Gheddafi ha lanciato alla grande la concorrenza della religione islamica in terra vaticaliana. Una volta si diceva “non c’è più religione”, e oggi invece ce ne sono troppe, signora mia ! Ma le prefiche cattoliche in lutto per l’arrivo dei venditori di Corani si devono rassegnare, la concorrenza fra gli spacciatori dell’oppio dei popoli è garantita da tutte le Costituzioni democratiche. Anche quando si presentano sul mercato vestiti come i vu’ cumprà che vediamo circolare sulle nostre spiagge. E Gheddafi non fa altro che servirsi di quella garanzia. Con qualche successo direi, visto che alla prima uscita ha acchiappato tre nuove belle convertite.

Fonte della notiziam da La Repubblica LEGGI

30/8/10 – Intesi?

30 agosto 2010

Sofia, l’Italia è come Montecarlo, puoi vivere solo se hai già i soldi in tasca. Insomma, è un paese per turisti. (Amara Lakhous, Divorzio all’islamica in viale Marconi, E/O, 16 euro)
Quando i baci miei tu rimpiangerai/puoi tornar chérie a Montecarlo/questo nostro amor puoi salvare ancor/oh chérie con me a Montecarlo (Johnny Dorelli)

Il cancro della religione di Stato continua a mietere vittime. Si, va bene, il nostro è un paese laico e viene garantita la libertà religiosa, ma sappiamo bene che così non è. L’Italia è stata laica per poco, diciamo dall’Unità al ’29. Poi c’è stato l’accordo tra Mussolini e la Santa Sede, i cosiddetti Patti lateranensi. Il fascismo utilizzò la Chiesa per coprirsi le spalle e compiere con la sua garanzia infami lordure, tra cui le leggi razziali da essa ispirate (a tal proposito è bene leggere il nuovo lavoro di Yosef Haim Yerushalmi, Assimilazione e antisemitismo razziale, edito da Giuntina che spiega come l’antisemitismo razzista non è un’esclusiva del nazismo, perché è nato prima ed è connesso con l’antigiudaismo cristiano).
Finita la dittatura la questione non è stata più la divisione fra Stato e Chiesa, ma il rapporto di supremazia fra i due contraenti. La pietra tombale sulla laicità e l’uguaglianza dei cittadini, è stata posta con l’art. 7 della Costituzione fortemente voluto da Togliatti e che fece tremare le vene ai polsi ai socialisti. Piace ricordare a questo proposito un passo del discorso che Nenni pronunciò all’Assemblea costituente il 27 marzo ’47: “Siamo profondamente convinti che la pace religiosa è un bene altamente apprezzabile, ma per noi la garanzia della pace religiosa è nello Stato laico, nella separazione delle responsabilità e dei poteri. La Repubblica che andiamo fondando avrà un senso e un significato se continuerà, superandolo, il Risorgimento. Noi stiamo tornando indietro, cosa di cui siamo preoccupati come socialisti, ma soprattutto come italiani”.
L’art. 7, impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. Unica Costituzione al mondo che contempla uno Stato che da sovranità ad un altro Stato sul proprio territorio. Tra i due contraenti concordatari, lo Stato e la Chiesa cattolica, chi ha in questo paese il sopravvento?
Per fare finta di non essere una teocrazia, per fare finta di credere che ci sia la libertà religiosa (quello di non essere religiosi non è diritto contemplato) lo Stato italiano ha aggiunto al cancro del concordato le metastasi delle intese. Utili per ottenere la possibilità di non recarsi al lavoro per alcune festività (all’inizio dell’anno comunichi al tuo datore di lavoro i giorni in cui non ti recherai al lavoro, impegnandoti a recuperare quei giorni che non possono essere cumulati. Invece le feste cattoliche sono obbligatorie per tutti, e, in caso di turni, ti danno diritto a una doppia retribuzione), e soprattutto l’ambito 8 x mille. Ma siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi, continua la pagliaccesca storia dell’ora di religione, prerogativa del cattolicesimo, aggravata da quanti caparbiamente invece di chiederne la soppressione continuano, come vuole la Cei, a chiedere insegnamenti alternativi all’ora facoltativa. Ghiaccio bollente!
Alla Chiesa cattolica, Tavola valdese, Chiesa luterana, Unione delle comunità ebraiche, Avventisti del 7° giorno, Assemblee di Dio, si aggiungeranno i cristiani ortodossi, buddisti, mormoni*, induisti e Testimoni di Geova. La Cei mastica amaro la concorrenza, ma ingoia il rospo: preferisce dividere il bottino piuttosto che mettere in discussione l’intero sistema di furto con raggiro dell’8 x mille. Al tavolo magnaccione non potranno sedersi gli islamici, e questa è una cosa incomprensibile. Sono divisi, si dice, però non si tiene in nessun conto che le intese sono state stipulate con diverse chiese cristiane, frammentate litigiose e incoerenti. Ma con la bocca piena. Si reputa l’islam reo di poligamia e non in linea con il rispetto della donna. Tutto? Perché se il governo italiano che da la pagella (e la torta) pensa che l’islam sia tutto così, fa vincere a tavolino i fondamentalisti. Che magari vinceranno pure, ma perché lo deve decidere (in anticipo) il governo italiano? Si badi bene che la trasparenza richiesta ai musulmani non viene chiesta a nessuno, anzi, la Chiesa cattolica (solamente) non è tenuta neanche a rendicontare i soldi dell’8 x mille. Così come nessuna delle religioni delle intese è tenuta ad esibire titoli di studio, trasparenza linguistica, ecc. Non sarebbe male che, almeno per equità, i beneficiati vecchi e nuovi delle intese si chiedessero in quale libertà religiosa confida un governo e uno Stato che si muove con tale doppiopesismo. Ma è troppo chiedere realismo e senso civico a chi è convinto di essere il padrone del mondo (e che impunemente invece di chiedere soldi ai suoi aderenti (in effetti le comunità ebraiche lo fanno) preferisce spillare i soldi allo Stato depredando noi contribuenti) .

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

*8/6/09 – Periferia di Roma, Bufalotta: qui si vengono a cercare i mobili all’Ikea e si finisce per abboffarsi di salmone e dolcetti di sego, insoddisfatti dalla esangue libreria Billy. Volendo, presto si potrà venire a pregare l’angelo Moroni, che è il profeta che annuncia il vangelo al mondo. In via Settebagni sui circa 15mila acri di terreno (1 acro = 4050 metri quadri), da tempo proprietà della chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni, più nota come chiesa Mormone, è cominciata la costruzione del primo tempio italiano, il dodicesimo in Europa. Si dice che la fede mormone sia destinata a diventare una delle grandi religioni, intanto è quella che sta aumentando più rapidamente nell’occidente. Joseph Smith, fondatore del mormonismo nel 1893, pose la prima pietra su una collina nella contea di Manchester (stato di NY) chiamandola Cumorah e oggi luogo di pellegrinaggio, ha fin dall’inizio teso a diffondere una immagine pubblica e accattivante della religione. Ad esempio provando a scalare la Casa Bianca, candidandosi alle presidenziali nel 1844. Allora le possibilità erano limitatissime, mentre è noto che nelle recenti elezioni il repubblicano Mitt Romney, governatore del Massachusetts, è arrivato a un soffio dalla candidatura. E i malpensanti dicono che Obama ha riservato un posto di rilievo a Jon Huntsman, già governatore dello Utah e oggi ambasciatore a Pechino, per toglierselo dai piedi. I mormoni infatti avrebbero ben visto, dopo un presidente nero, un presidente santo (così si chiamano tra loro i mormoni) nel 2012. Il libro di Mormon è alla base dei romanzi di Stephanie Meyer, autrice della saga fantasy Twilight, da cui sono derivati i film con i vampiri innamorati che tanto successo hanno anche da noi. Poi c’è la serie televisiva, prodotta da Tom Hanks, Big Love che racconta la quotidianità del fondamentalismo mormone attraverso la vita di un marito con tre mogli, rappresentando il tabù mormone. Nel 1890 la chiesa dei santi degli Ultimi giorni ha rinunciato alla poligamia, nonostante il fondatore Smith avesse ricevuto questo comandamento direttamente da Dio. La rinuncia è il frutto di un accordo – una mediazione – col governo americano, mai perdonato dai fondamentalisti alla chiesa ufficiale. Nel seguito talent show American Idol, è emerso il cantante David Archuleta, mormone doc. Ai suoi concerti le ammiratrici indossano magliette con su scritto mormon girl. Il testo di una sua canzone dice più o meno “sono un ragazzo mormone e questo è il mio orgoglio e la mia gioia… noi abbiamo la vita eterna, innamorati di un ragazzo mormone”.
Non sappiamo come saranno accolti i mormoni in Vaticalia, certamente la concorrenza dei cattolici sul terreno del proselitismo è forte e la clericaglia locale troverà mezzi, magari mungendo le casse italiane, per screditare la concorrenza. Una cosa ci sentiamo però di consigliarla ai nuovi apostoli della menzogna globale: accanto all’angelo Moroni un buffet con dolcetti meno stucchevolmente grassi di quelli dell’Ikea potrebbero attirare qualche (goloso) visitatore.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Cristo ha illuminato Torre Pellice.

28 agosto 2010

Coraggiosa apertura da parte dei cristiano-valdesi nei confronti delle coppie omosessuali alle quali potrà essere impartita la benedizione religiosa. Lo stesso Sinodo ha poi approvato la sperimentazione sulle cellule staminali embrionali.  LEGGI

Appare stridente il contrasto con i gerarchi della SS Vaticana che con la loro omofobia contribuiscono ad alimentare l’odio e la persecuzuone verso le persone omosessuali. E infatti il vescovo di Pinerolo  ha immediatamente espresso il suo “dolore” per il pronunciamento dei Valdesi, colpevoli oltre che di aver manifestato amore cristiano verso le persone omosessuali anche di aver disconosciuto il crocifisso come simbolo “culturale” della nazione italiana. Evidentemente i gerarchi della SS Vaticana pur di affiggere il loro simbolo a martellate su qualsiasi muro o luogo disponibile sono disposti a svilirlo fino al punto di negare il suo valore “religioso” facendone prevalere un generico significato culturale. Come se si trattasse della pizza margherita o, peggio ancora, un simbolo apotropaico come il corno di corallo rosso.

LEGGI

Torino, 27 ago. – (Adnkronos) – ”Profondamente addolorato” per le conclusioni del Sinodo Valdese, fra cui benedizione delle coppie dello stesso sesso, alcuni problemi relativi alla bioetica, e il pronunciamento sul crocifisso nei luoghi pubblici. Cosi’ si dice il vescovo di Pinerolo, monsignor Pier Giorgio Debernardi, commentando le posizioni espresse dal Sinodo riunito a Torre Pellice. ‘L’orizzonte attuale, cosi’ confuso – sottolinea il vescovo di Pinerolo – ci spinge a ribadire, con forza e senza compromessi ne’ cedimenti, valori etici irrinunciabili come la sacralita’ della vita dal suo concepimento sino alla sua naturale conclusione e il concetto di famiglia fondata sul matrimonio fra uomo e donna, bene insostituibile della societa”’.

L’ottopermille per molti ma non per tutti.

27 agosto 2010

Con l’approvazione della CEI , il Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida il governo ufficiale vaticaliano, sono arrivati in dirittura d’arrivo per l’incasso dell’ottopermille altre sei confessioni religiose: cristiano-ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova. Ma non ancora i musulmani. Se ne lamenta l’imam Yahya Pallavicini, rappresentante di una delle varie associazioni islamiche presenti in Italia. Quello che ci indigna di questo nuovo assalto alla diligenza dell’ottopermille non è tanto che possano usufruirne tutte le associazioni rappresentative dei credenti nelle varie versioni della Menzogna Globale , ma che il diritto di spartire il bottino sia sottoposto all’approvazione dall CEI. Questo è veramente il più scandaloso aspetto di tutta la questione. Solo i gerarchi della SS vaticana possono approvare quali e quante consorelle della Menzogna Globale possano partecipare alla spartizione del bottino.

Dal Corriere della Sera LEGGI

ROMA – «Di resistenze vere e proprie in questi casi non ce ne sono, no, però sa come si dice in politica: esistono altre priorità…». Il senatore pdl Lucio Malan, valdese, la racconta con ironia, i disegni di legge presentati assieme al costituzionalista del pd Stefano Ceccanti arriveranno in Parlamento alla riapertura dalle ferie per ratificare le nuove intese dello Stato con altre sei confessioni religiose, materia delicata anche perché le «intese» permettono di partecipare alla ripartizione dell’otto per mille. Tra i nuovi ingressi, peraltro, non ci saranno né erano previsti i musulmani, e l’imam Yahya Pallavicini, del Coreis, non nasconde l’amarezza: «Sarebbe opportuno che si iniziasse a lavorare per riconoscere giuridicamente quei musulmani moderati che da anni si sono dimostrati interlocutori affidabili e autonomi da ogni ideologia fondamentalista».
Finora, oltre alla Chiesa cattolica, lo Stato ha riconosciuto l’Unione delle comunità ebraiche italiane, la Tavola valdese, la Chiesa evangelica luterana, l’Unione delle Chiese avventiste del 7° giorno e le Assemblee di Dio, tutte leggi approvate tra gli anni Ottanta e Novanta. Le nuove intese – già definite dal governo Prodi e sottoscritte da quello Berlusconi il 4 aprile, con relativi disegni di legge approvati dal consiglio dei ministri il 13 maggio – aggiungeranno all’elenco cristiani ortodossi, buddisti, mormoni, induisti, apostolici e testimoni di Geova. Non è ancora finita, la Lega ha già pronti una serie di emendamenti, dai matrimoni all’ora di religione «ci sono una serie di questioni che meritano approfondimento», dice il capogruppo al Senato Federico Bricolo.
I cattolici come la Cei, peraltro, negano preoccupazioni per l’otto per mille, «siamo sempre stati favorevoli all’allargamento né ci preoccupa: è una conferma del sistema stesso, nessuno potrà accusare la Chiesa di volere un abito su misura», dice il vescovo Domenico Mogavero, responsabile degli Affari giuridici della Cei. Intanto, però, su una cosa tutti quanti appaiono d’accordo: per l’Islam la faccenda è ancora tutta da impostare. Lo dice il vicepresidente pdl della Camera, Maurizio Lupi: «La libertà religiosa non è in discussione. Ma il problema è duplice: da una parte non esiste un interlocutore unico, i musulmani sono divisi tra vari soggetti; e dall’altra c’è la questione oggettivamente delicata che riguarda la regolamentazione delle attività intorno alle moschee, non sempre di culto, talvolta contaminate dall’estremismo terroristico».
In più, aggiunge il pd Pierluigi Castagnetti, «non si può derogare sul riconoscimento esplicito, non solo implicito, della Costituzione: un riconoscimento formale che già ai tempi del tavolo aperto da Amato e fino ad oggi non è mai arrivato». Lo stesso vescovo Mogavero fa notare: «Poligamia, il ruolo della donna, l’educazione dei figli, ci sono norme e usi islamici che vanno contro i postulati fondamentali della nostra Costituzione: per questo l’impegno a rispettare la Carta è la condizione essenziale». Il tema è aperto, l’imam Pallavicini sospira: «C’è una responsabilità politica nel non voler arginare l’estremismo, le difficoltà esistono ma non è giusto che per una minoranza pretestuosamente maschilista o poligama ci vada di mezzo un milione di fedeli».
Gian Guido Vecchi

27 /8/10 – Zingari

27 agosto 2010

Funzionario di prefettura nella Parigi dell’Ottocento, Alphonse Bertillon rivoluzionò le tecniche della criminologia grazie al “bertillonnage”, un sistema integrato di misurazione antropometriche, schedature fotografiche, impronte. Iniziò a sperimentare i nuovi sistemi con i vagabondi per garantirgli di non essere confusi con i criminali. Nel 1912 una legge speciale sui nomadi impose a ciascuno di loro un tesserino antropometrico. Parigi sperimentò un’ondata di razzismo antirom violentissima.
In un momento come questo il politicamente corretto non paga. Servono scelte coraggiose, come quelle che sta facendo Berlusconi (ministro dell’Istruzione Gelmini intervistata dal Corriere della Sera)

In Europa spirano venti xenofobi e razzisti. Le politiche di sicurezza prendono il sopravvento, come se mostrare gli incisivi fosse una espressione di buon governo. Sarkozy smantellando i campi degli zingari (espulsi 8mila nomadi dall’inizio dell’anno) otterrà poco, perché già da destra e da sinistra si sono levate voci disgustate per l’arroganza di un presidente in calo di consensi. La stampa francese, meno asservita al padrone della nostra, accusa il presidente di voler distrarre l’opinione pubblica dal fallimento delle sue politiche economiche e sociali. Non è casuale che in Italia le mosse francesi siano piaciute ai ministri Maroni e Gelmini, ai sindaci Moratti e Tosi. Anzi, di più: Maroni vuole estendere l’esclusione non solo agli zingari, ma anche ai comunitari. Tosi e Moratti trovano un eccesso di bontà i 300 € consegnati a ogni zingaro adulto che toglie il disturbo. Il papa, cioè la persona che più conta in Italia, ha pronunciato parole generiche, le stesse che ogni volta dice sulle guerre in corso e sulle catastrofi ambientali. Qualche prete si appella all’Europa, dimenticando però che l’Ue ci chiede di equipararci anche sui temi dei diritti civili. Il Pd , che sempre più è solo motivo di imbarazzo per quelli che lo hanno votato, sugli zingari non ha speso neanche una parola. Neanche gli organizzatori di appelli in servizio permanente hanno pensato di chiedere una firma . E’ evidente che questo silenzio è la volenterosa condanna di una intera etnia nel cuore dell’Europa. E neanche sorprende.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Di seguito un breve articolo di Donatella Di Cesare da Pagine ebraiche

Nomadi. Il diritto di avere diritti.

“Noi profughi” è il titolo di un breve saggio pubblicato da Hannah Arendt nel 1943. La descrizione dei profughi ebrei, che erano riusciti a varcare le frontiere dell’Europa di Hitler, prefigura le pagine che in Origini del totalitarismo vengono dedicate alla vicenda degli apolidi, ai senza-stato, alle non-persone. Arendt affronta la complessa questione della “cittadinanza”. L’umanità si è organizzata in stati-nazione. Ma che ne è di chi si trova tra un confine nazionale e l’altro? Di chi è senza patria, senza stato , o senza nazione?
Come gli zingari: “nomadi” perché trasversali? Diventa “irregolare” o almeno “indesiderato” – si potrebbe rispondere in termini ormai usuali. Nel sistema degli stati-nazione, chi non ha stato, chi non ha una appartenenza nazionale, perde automaticamente i diritti umani, finisce , nel mondo globalizzato, per trovarsi fuori dall’umanità. Perché ha diritto ad essere umano solo chi è cittadino . “Ci siamo accorti – avverte Arendt – che esiste un diritto ad avere diritti”. Ma questo “diritto ad avere diritti” – questione politica e filosofica che resta aperta – non può essere garantito e non viene infatti garantito. Oggi più che mai. Il diritto si arresta di fronte allo straniero che è una non-persona.
Il cosiddetto rimpatrio degli zingari in Francia, promulgato da Sarkozy e minacciato anche in Italia, fa vergogna all’Europa. Mentre i turisti vanno e vengono liberi di circolare, i rom e i sinti vengono sottoposti a una espulsione poliziesca coatta spacciata come scelta volontaria. Per “fare ritorno” in Romania che, come si sa, non è la loro patria: Nessuno li vuole. Ma non si tratta solo di denunciare il trattamento subito da persone che a tutti gli effetti vengono considerate “indesiderate”. Si tratta di un regresso pericoloso a una concezione premoderna della cittadinanza basata sui diritti diseguali.
Donatella Di Cesare

25/8/2010 – Il gatto nero

25 agosto 2010

Apre il libro la Sibilla/e predice la ventura/l’8 e il 7, ecco sfavilla/e col 5 l’assicura (Il vero libro dei sogni, Salani)
E Dio disse a Mosé : “Ecco il paese che io ti ho promesso, ma tu non vi entrerai. Tiè”. E Mosè morì.

La convinzione che il mondo sia abitato da esseri sovrannaturali e da forze invisibili è comune alla maggioranza delle tradizioni e delle religioni. E che angeli e demoni siano in grado di influenzare gli eventi tormenta e attrae credenti e agnostici. In questi giorni è possibile visitare una mostra al Bible Lands Museum di Gerusalemme che racconta quanto elementi di superstizione fossero estremamente radicati nella tradizione del popolo ebraico. In mostra i principali oggetti riconducibili a pratiche occulte: pendenti contro il malocchio, pergamene di benedizione da tenere in casa, oggettini di protezione per i neonati. In particolare questi piccoli amuleti per le culle richiamano alla bella leggenda di Lilith: la donna era stata creata insieme ad Adam da una zolla di terra. Lilith non tollerava di essere subalterna ad Adam e decise di lasciare il giardino dell’Eden. Si unì ad Asmodai e altri diavoli che incontrò nei pressi del mar Rosso, e partorì un numero esagerato di demoni. Ma Adam che pativa di nostalgia per la bella Lilith chiese a Dio di riportarla da lui. Così tre angeli – Sanwy, Sansanwy, Smnglf, vennero spediti a cercare la fuggitiva. Quando la ritrovarono le ordinarono di tornare, altrimenti i suoi figli demoni sarebbero morti. Lilith scongiurò di non toccarli e promise che non avrebbe mai toccato i discendenti di Adam e della sua nuova compagna Eva se si dicevano a voce alta i nomi dei tre angeli. I cui nomi spesso troneggiano sulle culle di molti piccini ebrei.
E ancora sono esposte ricette di pozioni, feticci… oggetti che pur richiamandosi alla simbologia della mistica ebraica si rifanno a tradizioni posteriori. L’ebraismo è molto chiaro su queste superstizioni. Nel Deuteronomio (quinta parte del Pentateuco dove sono raccolte le norme e le indicazioni che Mosè suggerisce agl’Israeliti dopo l’uscita dal deserto) si trova la proibizione di esercitare la magia: non si dovrà trovare in mezzo a te chi farà passare suo figlio o sua figlia attraverso il fuoco, né chi farà sortilegi o chi farà l’indovino, il mago o lo stregone, l’incantatore o il negromante (18:10).
Il confine tra religione e superstizione è labile, e la fascinazione per questa chincaglieria da parte dell’agnostico è inspiegabile. Sarà per l’amore sfrenato per lo shopping ma sono uscita dalla mostra con l’hamsa (amuleto a forma di mano) da mettere nel portafoglio per moltiplicare i soldini, un paio di braccialetti di Rachel (un filo d’argento intrecciato con un cordino rosso che protegge le donne da qualsiasi cosa), e con un ciondolino con i nomi dei tre angioletti da regalare alla mia amica che aspetta un pupetto che nascerà a novembre.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

p.s. Ogni tanto una bella notizia: auguri a Gianna Nannini che aspetta un bebè.