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XX SETTEMBRE
2/8/2010 – Lo Stato ostaggio della libera Chiesa Sembra proprio che il sindaco di Roma, già fascista voglia riservarci un anniversario di Porta Pia in salsa clericale. Con la volenterosa collaborazione del Presidente della Repubblica, già comunista. Eppure il 20 settembre fa parte di uno dei momenti più alti della nostra storia. Dal 1870 fino al 1922 la nazione si è formata in senso liberale (ed è stata restituita la libertà anche ai cattolici sollevati dal peso del potere temporale) “Non si può trasformare un evento laico in una celebrazione religiosa, sia pure conciliativa”. Così Giuseppe Saragat, presidente della Repubblica italiana dal dicembre 1964 al dicembre 1971, si espresse rivolgendosi a chi premeva perché a Porta Pia, la mattina del 20 settembre 1970, centenario di Roma Capitale d’Italia, venisse celebrata una messa, officiata da Sua Santità in persona. *Costantino Belluscio, Con Saragat al Quirinale, Marsilio, 2004 --seguiranno note su Paolo VI e Giuseppe Saragat |
Pubblicato il 27/07/2010 ( vedi http://www.nessundio.net/blog/2010/07/27/4271/ )XX Settembre 2010 , tutti in ginocchio a Porta Pia davanti al Plenipotenziario del Papa Re.E ci sarà pure il Presidente Napolitano. Nel 140° anniversario della Breccia di Porta Pia tutte le celebrazioni si svolgeranno all’ombra del Papa Re. Clamoroso cedimento sponsorizzato dal Presidente della Repubblica in persona che chiuderà la Breccia del 1870 e rimetterà la chiavi del Nuovo Stato Pontificio Vaticaliano nelle mani del Cardinale Bertone. E’ la fine ingloriosa e definitiva dello Stato laico. Da La Repubblica del 27/07/2010 ORAZIO LA ROCCA | Repubblica | 27 Luglio 2010 Le celebrazioni dei 140 anni della presa di Roma precedute da dieci mesi di trattative fra il Comune e la Santa Sede. Sarebbe stato il Quirinale a suggerire un percorso condiviso; Bertone lima e modifica il programma, poi il placet a Alemanno. CITTÀ DEL VATICANO – Celebrare i 140 anni della presa di Porta Pia con un programma di eventi senza venature anticlericali e antivaticane, e senza elementi polemici non graditi Oltretevere. Sarà questo, dopo una lunga trattativa con il comune di Roma, lo spirito dell´anniversario della Breccia del 20 settembre prossimo; gli uomini del Papa hanno voluto che venisse impostato all´insegna della cultura, della storia, del dialogo, ma senza riferimenti all´attualità. La ricorrenza sarà ricordata con una ricca scaletta di incontri (convegni, manifestazioni pubbliche, confronti tra storici) totalmente graditi, nella scelta dei titoli e dei relatori, alla Santa Sede e al segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, il quale – in sintonia col sindaco di Roma Gianni Alemanno – ha dato nei giorni scorsi il suo placet alle celebrazioni che dal 18 al 20 settembre vedranno coinvolti il Quirinale, il Campidoglio e il Vaticano. Secondo quanto filtra dai Palazzi vaticani, sarebbe stato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – sarà presente alla giornata clou davanti a Porta Pia – a “suggerire” al Campidoglio di arrivare a una commemorazione “condivisa” con la Santa Sede per non trasformare la festa del 140esimo anniversario della Breccia in un raduno simile all´annuale incontro che i radicali di Marco Pannella ogni 20 settembre indicono davanti alla stessa Porta Pia per celebrare la caduta dello Stato Pontificio e la fine del potere temporale del Papa. Il Quirinale – a quanto sembra – non ha dovuto faticare molto per convincere il Campidoglio ad accettare i desiderata vaticani fin dalla formazione del comitato organizzatore, nel quale la Santa Sede ha nominato l´arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della Cultura. Non tutto è filato liscio. Sono stati necessari, infatti, quasi 10 mesi di lavoro, con numerosi incontri in Vaticano, presenti Alemanno e Bertone, per arrivare ad un programma pienamente condiviso per il quale solo alcuni giorni fa il Segretario di Stato si è detto “pienamente d´accordo”, facendo capire che il 20 settembre potrebbe essere persino presente davanti a Porta Pia accanto al presidente Napolitano. Per la diplomazia capitolina un indubbio successo costato però alcune dolorose rinunce come la cancellazione nel comitato organizzatore di uno storico proposto dal Campidoglio, ma non gradito al Vaticano perchè giudicato troppo vicino alle posizioni dell´estrema destra. Nessun problema, invece, per gli altri due nomi in aggiunta a Ravasi proposti dal Vaticano, lo storico Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di S. Egidio, e la professoressa Micol Forti dei Musei Vaticani. Meno fortunato, invece, è stato Marcello Veneziani, giornalista e scrittore notoriamente vicino alla destra, che si è visto bocciare dalla Segreteria di Stato della Santa Sede (e quindi dal cardinale Bertone) il titolo di un convegno da lui proposto per la giornata di apertura del 18 settembre in Campidoglio. Nella intestazione della bozza Veneziani, nella sua veste di coordinatore del convegno, aveva scritto “Pio IX, il Papa Re”, bocciato dal Vaticano perchè “troppo provocatorio” . Titolo, poi, cambiato in un più accomodante “Pio IX e la città di Roma”, benedetto senza problemi da Bertone, il quale se interverrà alle celebrazioni (ha assicurato che informerà ufficialmente il Campidoglio entro agosto) non sarà comunque il primo segretario di Stato della Santa Sede a commemorare la Breccia di Porta Pia. «E´ stato preceduto nel centenario del 1970 dall´allora cardinale vicario Angelo Dell´Acqua», ricorda il teologo Gianni Gennari, editorialista del quotidiano cattolico Avvenire, che è stato anche testimone diretto di quell´evento nel quale, specifica, «per la prima volta un delegato papale definì la caduta del potere temporale come un segno benevolo della Divina Provvidenza per la Chiesa». «Ero nell´ufficio del cardinale – racconta Gennari – quando arrivò la telefonata di Paolo VI che gli chiese di andare a celebrare la Messa a Porta Pia il 20 settembre 1970. Dell´Acqua in un primo momento titubò, non capì. Ma poi non ebbe esitazioni, obbedì, andò e celebrò».
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Oggi XX SETTEMBRE - """.... i dirigenti dei partiti progressisti devono smetterla di parlare con sufficienza del “vieto anticlericalismo”; devono convincersi che la lotta anticlericale è di nuovo, oggi in Italia, lotta contro la reazione, è il proseguimento della lotta antifascista, e che gli operai sono ad essa interessati non meno degli intellettuali; occorre che imparino a mirare più lontano della prossima campagna elettorale, rinunciando alle meschine furberie tattiche che ci hanno regalato l’art. 7 della Costituzione. Occorre che tutti coloro a cui puzza il dominio dei preti siano fermamente decisi a riprendere il cammino sulla strada che, nel 1870, ci condusse al trionfo della breccia di Porta Pia. """" Ernesto Rossi, rivista Il Ponte, settembre 1959 Giovedì 20 SETTEMBRE 2007 - MANIFESTAZIONI PER LA LAICITA'
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XX settembre 1870 - 2007 La breccia di Porta Pia Roma Capitale di un’Italia unita, libera e democratica Giovedì 20 settembre ore 17,00 Campidoglio, Sala della Protomoteca Programma Introduce Franca Eckert Coen RelazioniFranco Ferrarotti, sociologo e scrittore Roma capitale: la periferia non è più periferia
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SPECIALE XX SETTEMBRE Celebrazioni dell'anno 2006 In occasione della ricorrenza del 20 settembre, ci sembra di grande interesse proporre alcune pagine del libro di Ugo Pesci, corrispondente dal campo (l’odierno inviato di guerra) che seguì l’intera campagna militare che , nel settembre 1870, culminò il 20 di quel mese con l’ingresso delle truppe italiane in Roma. Ugo Pesci, Come siamo entrati in Roma, edizione fuori commercio stampata in occasione del 1° centenario dell’Unità d’Italia, 20 agosto 1970 dall’editore Aldo Palazzi , che ci è stato generosamente segnalato e “prestato” dall’amico Giovanni Lubrano di Scorpaniello Giosuè Carducci Giosuè Carducci, Courmayeur 20 agosto 1895
I Romani del 1870, da “Come entrammo in Roma” di Ugo PesciDon Maffeo Colonna di Sciarra, benché sua madre avesse parteggiato per il Borbone di Napoli e per la reazione fino al punto di dover comparire sul banco degli accusati davanti alla Corte d’Assise di Napoli nel 1862; benché la sua casa fosse stata frequentata da zuavi e legittimisti fino alla sera del 19 settembre; sentì egli pure d’essere italiano e s’iscrisse fra i primi nella guardia nazionale a cavallo. Il vecchio duca Lante della Rovere di Montefeltro, uno dei difensori di Roma nel 1848, si era trovato con Garibaldi a Mentana. Vaticanisti e liberaliNon bisogna certamente supporre che quanti non consentivano nelle opinioni politiche della maggioranza tenessero un contegno provocante ed urtante. Vi fu qualche famiglia patrizia che per lunghi mesi non mandò fuori di casa i figliuoli, perché non corressero il rischio d’incontrar soldati “piemontesi” e quei poveri ragazzi, oggi uomini fatti, dovettero contentarsi di correre sulle terrazze, fortunatamente vastissime, dei loro palazzi. Vi fu qualche altra famiglia, la quale restò per molti mesi in campagna. Ma, generalmente, la tolleranza fu grande da una parte, quanto franca la disinvoltura dall’altra. Tolleranza esemplareLa tolleranza è niente più d’un dovere per una popolazione civile, ma è giusto riconoscere che i Romani lo adempirono scrupolosamente. Preti, frati, seminaristi poterono liberamente farsi vedere nelle strade il 21 settembre. Si cominciò poco dopo a rivedere anche i cardinali, non più con la porpora, bensì in abito talare con filettatura rossa e bottoncini rossi, nessun segno di dignità ecclesiastica intorno al cappello, e nei primi tempi con le calze nere da semplice prete. Le calze rosse del cardinale Clarelli furono ritenute un primo simbolo di intenzioni conciliative e dettero motivo di conversazione per più di ventiquattr’ore. I popolaniDevo dire tutto il bene possibile delle classi inferiori, che a Roma, come in tutte le grandi città del mondo, ed anche nelle piccole, formano la grande maggioranza della popolazione. IL PLEBISCITOAtto notarile con il quale fu rogato il plebiscito di Roma In nome di Dio Regnando S.M. Vittorio Emanuele II, Re d’ItaliaL’anno mileottocento settanta (1870). Il giorno di domenica due ottobre alle ore nove pomeridiane. NOI Camillo Vitti, notaro maggiore presso il Senato Romano, di studio in via Aracoeli, N.70; Urna del Campidoglio: Voti SI, numero 6.880 Voti NO, 0 Il totale pertanto della votazione affermativa pel SI, è risultato in numero di 39.239, e per il NO, numero 46 e voti nulli numero sette. |
Celebrazioni dell' anno 2005 NO
GOD invita iscritti e simpatizzanti alla celebrazione
del XX Settembre
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