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Ieri
16 ottobre 2004 Giovanni Paolo II ha festeggiato 26 anni di pontificato
e sono migliaia i messaggi di auguri pervenutigli anche dal mondo islamico.
Tutti lo ringraziano per le sue parole sulla pace, sulla famiglia e
sull'Europa ecc. Noi di www. nogod.it non ci uniamo a questo coro, e
ricordiamo come in questi 26 anni il papa e la sua chiesa, in tutti
gli organismi e conferenze internazionali dedicati al problema della
sovrappopolazione, si siano particolarmente distinti per il caparbio
e disumano rifiuto della regolazione delle nascite, contribuendo
così allesplosione demografica. Le conseguenze sono sotto
gli occhi di tutti: sterminio per fame di milioni di bambini e condanna
allaborto clandestino di milioni di donne nel 3° mondo, guerre
territoriali, disoccupazione di massa, disastri ambientali, genocidi
( Ruanda ecc.), deforestazioni forsennate, migrazioni disperate, ecc.
Allelenco di queste tragedie che i fondamentalisti cattolici ma
anche islamici hanno concorso a scatenare, si potrebbe aggiungere anche
la tragedia del lavoro minorile con i suoi milioni di piccoli schiavi
oltre al dramma di dover, prima o poi, essere costretti a ricorrere
al nucleare, perché la produzione di energia necessaria ad una
popolazione quadruplicata in un secolo non può essere assicurata
dai soli combustibili fossili. Tuttavia la responsabilità personale
di questo papa rispetto a tante tragedie appare secondaria, dal momento
che il vero problema risiede nella struttura stessa della chiesa cattolica
che ripone ogni potere nella figura del pontefice, infallibile per dogma,
cui spetta sempre ed esclusivamente la parola finale su qualsiasi tipo
di messaggio. Dipende quindi dal papa, dalla sua cultura, dal contesto
storico e politico in cui è vissuto e vive, dal suo carattere
e umore e, perché no, anche dallo stato di salute fisica e mentale,
l'emanazione di direttive e provvedimenti che dietro l'insindacabile
premessa dell'ispirazione religiosa (spirito santo operante) incidono
di fatto profondamente sulla vita politica e sociale di centinaia di
milioni di persone e quindi sull'intera umanità. La storia ci
insegna quanto spesso i papi non siano stati né equilibrati né
lungimiranti. Per questo noi atei non ci uniamo al coro oggi plaudente.
Carlo Brunori www.nogod.it Atei per la laicità degli stati. |